Tecnica della cornice in letteratura: cos’è

La cornice narrativa è una tecnica letteraria che permette una narrazione multi-livello e multi-strato.

In poche parole, si ha un racconto all’interno di un racconto, una storia all’interno di un’altra storia e diverse voci narranti.

Si creano quindi diversi livelli di narrazione e serve per unificare i diversi IO narranti che raccontano le storie.

Storicamente è servita per dare unità e compatezza alla forma letteraria della novella.

Possiamo considerare questa tecnica narrativa come un altro modo di manipolare l’intreccio rispetto alla fabula.

Esempi di cornice letteraria

Il primo esempio si trova nella letteratura indiana nella raccolta Pañcatantra, scritta in sanscrito.

Altri di esempi di opere costruite con la tecnica della cornice sono: “Il Decameron”, “Le mille e una notte”, “Canterbury Tales”, “Le città invisibili”, “Pastorale americana”, ma anche il film “Chi vuol essere milionario”, “The place”  o il gioco di ruoli “Shining Force”.

Si può adottare l’espediente narrativo della cornice non solo per dare geometria all’intero progetto-libro, costruendo una solida impalcatura, ma anche per trovare un punto di incontro tra il narratore di primo grado e quelli dei livelli più alti, offrire un trait d’union tra i diversi temi, ambientazioni, voci narranti, punti di vista, psicologia dei protagonisti delle singole storie.

Uso emblematico della cornice fu del Boccaccio nel Decameron: una raccolta di cento novelle raccontate da dieci giovani nell’arco di dieci giornate. Le novelle sono inserite in una cornice narrativa che prende spunto dall’epidemia di peste scoppiata a Firenze nel 1348, per sfuggire alla quale i dieci giovani decidono di soggiornare nel contado fuori Firenze, dove trascorrono il tempo tra balli, canti e raccontandosi novelle.

Un esempio pratico di come usarlo oggi?

In questi tempi di quarantena, potrebbe essere il portiere del palazzo che racconta, ammettiamo a un parente che viene a trovarlo, le vite dei condòmini.

Ogni capitolo/novella corrisponde alla storia di un appartamento e dei rispettivi inquilini. Immaginiamo il contrasto, la varietà, la ricchezza delle storie e delle ambientazioni, tenute insieme dalla voce narrante del portiere, che continua a parlare in guardiola al suo parente. La conversazione tra portiere e parente è la cornice entro la quale si snodano i vari racconti.

Immaginiamo che uno degli inquilini del condominio sia una mamma che, per far addormentare i suoi bambini, inventa delle fiabe moderne. Oppure un protagonista è un uomo che rifugge la realtà e si rifugia nei sogni: ogni sogno un racconto. Ecco che le novelle, e le “sotto-storie”, si possono moltiplicare all’infinito, in un gioco di specchi.

E se volessimo alzare l’asticella e complicare le cose, si potrebbe inserire un livello più alto: un narratore onnisciente esterno che si presenta come scrittore e, rivolgendosi al lettore, chiarisce che quello che sta leggendo è un romanzo, scritto per “ammazzare il tempo”, durante la sua quarantena.

tecnica della cornice esempio

Volendo utilizzare un linguaggio tecnico:

  • La singola storia di uno degli inquilini del palazzo rappresenta il livello diegetico;
  • La conversazione tra portiere e parente (la cornice) si definisce livello intra-diegetico;
  • La voce esterna dello scrittore si definisce livello extra-diegetico.

 

Ovviamente, ha senso usare questo espediente narrativo nel momento in cui sentiamo l’esigenza di utilizzare diverse voci narranti e punti di vista, di esprimerci adottando diversi registri linguistici, stili letterari, spaziando dall’aulico/evocativo a uno più diretto e prosaico.

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