Come si crea la suspense in un romanzo

Il terrore non è nell’esplosione, ma nell’attesa. Hitchcock

Uno degli obiettivi principali di uno scrittore è di voler far girare pagina al lettore. Questo avviene attraverso lo stimolo della curiosità, una trama avvincente e l’uso della suspense.  La suspense è legata agli istinti primari e alle paure del lettore.

La suspense è la costante promessa che qualcosa accadrà, ed è legata all’anticipazione.

Per creare suspense quando scriviamo un romanzo dobbiamo porre il lettore di fronte ad alcune domande che lasceremo in sospeso (suspense deriva proprio da “sospensione”), come:

  • dove siamo?
  • cosa spinge i personaggi ad agire?
  • cosa accadrà
  • perché?

In questo modo spingiamo il lettore a proseguire nella lettura facendogli ipotizzare scenari, interpretare indizi e trepidare per le sorti del protagonista.

Le domande possono essere espresse anche attraverso il monologo interiore del narratore.

La nostra situazione era davvero preoccupante. Stavamo andando in un luogo sconosciuto, per uno scopo oscuro. E nondimeno, o l’invito che ci era stato fatto era uno stupido scherzo – ipotesi assai improbabile, a dire il vero – oppure vi erano buone ragioni per ritenere che il nostro viaggio ci avrebbe portato a scoperte molto importanti. 

Il segno dei quattro, Conan Doyle

(Scarica Il segno dei quattro, Conan Doyle  se vuoi leggerlo)

La suspense è un elemento fondamentale del genere giallo, horror, thriller e parte da molto lontano, da scrittori come Poe, Lovecraft, Agatha Christie, Conan Doyle ma anche da scrittori non di genere come Oscar Wilde con il suo “Il Ritratto di Dorian Gray”.

Infatti, in qualsiasi testo narrativo, la suspense può creare apprensione, timore, incertezza su quello che succederà, e può aiutare nello sviluppo del climax.

Clymax Piramide di Freytags

Clymax Piramide di Freytags

La suspense è stimolante perché collegata al nostro bisogno razionale di risolvere i problemi, e opera secondo il principio di sollievo-sofferenza: richiede quindi che il lettore formuli un’ipotesi sulla situazione.

 Per creare suspense dobbiamo trattenere le informazioni e prolungare la crisi, sviluppando i personaggi lentamente.

L’importante è sapere l’effetto che si vuole ottenere sul lettore (sorpresa, curiosità, preoccupazione) e non avere fretta.

Una volta forniti gli indizi al lettore, questi non vanno interpretati o commentati.

ESEMPIO

Matilde spinse la porta, che le parve più pesante del solito. “Avrò lasciato la borsa della palestra dietro, strano”.

Questo pensiero del protagonista “Avrò lasciato la borsa della palestra dietro, strano” commenta l’azione, accendendo una torcia sull’indizio. Dovete fare proprio il contrario, quasi “fischiettare” e andare avanti con la trama.

Vediamo ora alcuni consigli su come creare la suspense in un romanzo o in un racconto

ANTICIPAZIONI

Mi chiamavo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie. Avevo quattordici anni quando fui uccisa, il 6 dicembre del 1973. Negli anni settanta, le fotografie delle ragazzine scomparse pubblicate sui giornali mi assomigliavano quasi tutte: razza bianca, capelli castano topo. Questo era prima che le foto di bambini e adolescenti di ogni razza, maschi e femmine, apparissero stampate sui cartoni del latte o infilate nelle cassette della posta. Era ancora quando la gente non pensava che cose simili potessero accadere. Nel diario delle medie avevo ricopiato un verso di un poeta spagnolo, Juan Ramon Jiménez; era stato mia sorella a farmelo conoscere. “Se vi danno un foglio squadrato, scriveteci sopra dall’altro lato.”
A
mabili resti, Alice Sebold.

La storia è raccontata dal punto di vista della narratrice in prima persona, e ci dice subito che è morta. In questo modo si creano immediatamente empatia e tensione, perché vogliamo sapere come sono andati gli eventi.

Notiamo non solo l’anticipazione, ma una volta afferrata l’attenzione del lettore, la narratrice inserisce una digressione sul ricordo del verso del poeta spagnolo. Tutto nello spazio dell’incipit.

Un intermezzo può nascere da alcune descrizioni, da un dialogo, un pensiero, il soffermarsi sulle emozioni e sono efficaci quando il protagonista sta per raggiungere un obiettivo perché ne ostacola o ne rallenta la riuscita.

«Ho costruito un piccolo nascondiglio» disse il signor Harvey. Si fermò e si voltò verso di me.
«Io non vedo niente» dissi. Mi ero accorta che mi stava guardando in maniera strana. Era già successo che gli uomini mi guardassero in quel modo da quando avevo perso le forme da bambina, ma di solito non sbavavano se me ne andavo in giro con il parka blu e i pantaloni gialli a zampa d’elefante. Il signor Harvey aveva gli occhialetti piccoli e rotondi, con la montatura d’oro, calati sul naso e mi fissava.
«Dovresti avere più spirito d’osservazione, Susie» disse.

Insomma l’autrice gioca con il lettore come il gatto con il topo, quando sta per arrivare al dunque rallenta e inserisce flash-back, digressioni, dettagli dell’ambiente circostante.

Notiamo come le informazioni siano magistralmente trattenute e rivelate solo nelle scene ad affetto.

CLIFFHANGER

Questa tensione è terribile. Speriamo che duri. Oscar Wilde

cliffhanger

Il cliffhanger è una tipologia di colpo di scena che si verifica alla fine di un capitolo o di una sequenza. Interrompe l’azione che viene ripresa nel capitolo o nella scena successiva. L’aumento e la caduta dell’azione servono ad aumentare il coinvolgimento del lettore.

Un cliffhanger generalmente conclude un episodio con l’intento di indurre, nel lettore o nello spettatore, una forte curiosità circa gli sviluppi successivi.

Ecco la video pillola dove leggo un breve estratto di Sangue giusto, Melandri

GIOCATE CON LE PAURE DEL PERSONAGGIO

Quando create un personaggio, domandatevi quale sia la sua più grande paura, e usatela a vostro favore.

Tenete conto che il lettore si preoccupa per la vulnerabilità del protagonista, e questo aumenta la suspense.

(Di contro, i personaggi invulnerabili la annullano).

Tra i mille esempi possiamo citare It, di King, i cui protagonisti si trovano a combattere proprio con le loro fobie (che sia un ragno o la paura di non respirare), oppure Il film horror L’enigmista che gioca con le debolezze e le paure ancestrali dei protagonisti.

USATE SEGRETI E VIZI DEI PERSONAGGI

Non solo paure e difetti, ma anche vizi e segreti aiutano a creare un personaggio interessante, complesso e a tutto tondo. Il segreto del vostro beniamino verrà svelato? Un desiderio inconfessabile verrà rivelato? Qual è il vizio predominante dell’eroe?

Sherlock Holmes tolse dalla mensola del caminetto una bottiglia e una siringa ipodermica da un lucido astuccio di marocchino. Con dita lunghe, bianche e nervose, fissò all’estremità della siringa l’ago sottile e si rimboccò la manica sinistra della camicia. I suoi occhi si posarono per qualche attimo pensierosi sull’avambraccio e sul polso solcati di tendini e tutti punteggiati e segnati da innumerevoli punture. Infine si conficcò nella carne la punta acuminata, premette sul minuscolo stantuffo, poi, con un profondo sospiro di soddisfazione, ricadde a sedere nella poltrona di velluto

 Il segno dei quattro, Conan Doyle

Queste caratteristiche sono valide anche per il villain o anti-eroe. Evitiamo personaggi mono-dimensionali. I cattivi memorabili della storia sono personaggi complessi e con motivazioni ferree, il più delle volte guidati da una logica schiacciante.

Vedi Seven o Hannibal

seven

SEVEN

 

SCELTE MORALI

La vera suspense è basata sull’angoscia delle scelte morali.  John Gardner.

I lettori conoscono i personaggi attraverso le loro decisioni. Le scelte morali e la risoluzione dei dilemmi richiedono coraggio.

ESEMPIO

Ilaria, una delle protagoniste di Sangue giusto (Melandri), fidanzata con un importante uomo politico, si è sempre rifiutata di chiedere il suo aiuto perché si ritiene una persona onesta e incorruttibile. Ma se ci dovesse andare di mezzo la famiglia? O dovesse subentrare una questione di vita o di morte? Cosa farebbe al riguardo? Rinuncerebbe al suo orgoglio etico e si piegherebbe a domandare l’aiuto del suo compagno?

Spesso i personaggi sono costretti a scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, facendoci capire che la moralità non è bianco o nero.

 

 

MOSTRATE QUALCOSA CHE I PROTAGONISTI NON SANNO

Usando il narratore onnisciente, potete mostrare dei pericoli in agguato per i personaggi ignari.

Immaginate una scampagnata in famiglia. Una bambina di 8 anni si perde per il bosco. Appostato dietro un albero vi è un pedofilo. Lo mostrate, ne svelate alcuni particolari mentre la bambina si aggira tra gli alberi. Non sappiamo se l’uomo agirà o meno, non sappiamo se la bambina cadrà in pericolo, ma siamo in agonia per lei (in altre parole, è un po’ la tecnica contraria all’anticipazione, dove sappiamo già cosa accadrà).

È l’attesa prolungata a creare tensione.

 

CASUALITÀ E INSENSATEZZA

Psycho

La casualità e l’insensatezza delle situazioni in cui a volte si ritrovano i nostri protagonisti generano empatia, perché ci immedesimiamo in loro. Siamo convinti che se seguiamo le regole e ci comportiamo da bravi ragazzi, allora tutto andrà bene. E invece a volte la vita ci fa precipitare in situazioni assurde e pericolose. A tal proposito suggerrisco di guardare i film di Hitchcock.

ATMOSFERA E AMBIENTAZIONE

La suspense può venire potenziata dall’atmosfera e dall’ambientazione. Usate un linguaggio figurato e sensoriale, ricco di connotazioni ed emotivo.

Dracula

Alla fine, c’è stato un momento in cui il conducente si è addentrato nella campagna più di quanto avesse fatto prima, e durante la sua assenza i cavalli hanno cominciato a tremare più che mai e a sbuffare e nitrire di paura.  Non riuscivo a individuarne causa alcuna, essendo che le voci dei lupi non si erano affatto taciute; ma proprio in quella luna, veleggiante tra nere nuvole, è comparsa da dietro la cresta frastagliata di un roccione strapiombante, irto di pini, e alla sua luce ho visto tutt’attorno una cerchia di lupi, bianche zanne, rosse lingue penzolanti, lunghe membra scarne, pelame irsuto. Erano cento volte più terribili nel torvo silenzio in cui erano immersi, che non prima, ululanti.

Dracula, Bram Stoker

Qui puoi ascoltare l’audiolibro di Dracula

LA TECNICA DEL MCGUFFIN

Il MCGUFFIN è un espediente, molto usato nei film, che devia l’attenzione del lettore o dello spettatore dalla trama principale su di un’azione, su di un oggetto o su di un personaggio. Riesce quindi ad attrarre lo spettatore e a mantenerne alta l’attenzione durante tutta la durata della storia. Possiamo dire che ha un’importanza cruciale per i personaggi, attorno al quale si crea enfasi e si svolge l’azione, ma che non possiede un vero significato per lo spettatore/lettore.

Non è importante cos’è realmente, ma quello che provoca.

tecnica McGuffin

tecnica McGuffin

Uno degli esempi più famosi è in Pulp fiction di Tarantino dove il McGuffin si presenta sotto forma di una valigetta di cui non si svela mai l’esatto contenuto (che non è  importante ai fini della storia).

“La cosa non è importante in se stessa e i logici hanno torto a cercare la verità nel MacGuffin. Nel mio lavoro ho sempre pensato che le carte, o i documenti debbano essere importanti per i personaggi del film, ma di nessun interesse per me, il narratore”.

 Hitchcock

Conoscete altre tecniche per creare o aumentare la suspense in un’opera letteraria?

Scrivete nei commenti la vostra esperienza.

Liberiamo i libri dalle biblioteche. Michele Renzullo

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