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Sofia si veste sempre di nero:  le mie impressioni.

Data uscita: 2012

Publisher: Minimu Fax

Prezzo: € 13,60

Pagine: 205

Voto totale

Il fascino dell’imperfezione

C’è qualcosa di affascinante in “Sofia si veste sempre di nero.” Mi sono chiesto se fosse la trama, l’architettura dei 10 racconti indipendenti che formano il romanzo, o ancora le descrizioni.

Invece è la debolezza di Sofia e degli altri personaggi a rendere questa storia rassicurante. Sì, rassicurante prima di tutto perché ci fa sentire meno soli. Con tutta la fatica che mettiamo per far andare avanti dritta e in equilibrio la nostra vita sembra sempre che non basti mai: c’è sempre qualcosa che scivola, qualcuno che si allontana, un traguardo non raggiunto che ci fa sentire inadeguati.

Ecco, allora, il potere di una buona storia. Farci, per un momento, scordare di noi, dei nostri guai, dei nostri difetti. Ecco la potenza narrativa di Cognetti: l’empatia e l’uso di metafore che partono dall’osservazione senza filtri della realtà.

… C’era un grande pallone dentro questa gabbia, che si gonfiava come una mongolfiera. Si riempiva di gas e lo teneva in pressione per poi immetterlo negli impianti… Una mongolfiera dentro una gabbia: è come ti senti tu da quando sei nata.

In questo estratto dell’unico capitolo-racconto in cui vediamo Sofia Muratori più intimamente, il narratore si rivolge alla protagonista dandole del tu. Sembra quasi volerla accarezzare, ma non lo fa: sa che lei scapperebbe via. Così come fuggì da Milano a Roma per approdare a Brooklyn, e probabilmente da lì ad altra meta (ma questo non facciamo in tempo a saperlo).

Stessa scelta non intrusiva anche per gli altri capitoli dove la prospettiva non coincide mai con quella della protagonista, ma è affidata a quanti sono venuti a contatto con lei. Ne esce fuori un quadro incompleto, un puzzle con tessere mancanti, una figura che non vuole essere definita ma piuttosto abbozzata.

 

 

Quarta di copertina da Minimum Fax

Nelle sue storie, cesellate con la finezza di Carver e Salinger, Paolo Cognetti ha sempre saputo rappresentare con sorprendente intensità l’universo femminile. Ed è ancora una donna la protagonista di Sofia si veste sempre di nero, un romanzo composto da dieci racconti autonomi che la accompagnano lungo trent’anni di storia: dall’infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all’adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci. Con una scrittura precisa e intensa, che nasconde dietro l’apparente semplicità una straordinaria potenza emotiva, Cognetti ci regala il ritratto di un personaggio femminile indimenticabile: una donna torbida e inquieta, capace di sopravvivere alle proprie nevrosi e di sfruttare improvvisi attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada. Un libro avvincente in cui ciascun lettore troverà momenti di bellezza e di dolore, di ansia e di riscatto, che riconoscerà di aver vissuto anche sulla sua stessa pelle.

Conclusioni

Paolo evita le frasi a effetto che tanto vanno di moda sui Social, ma in un solo periodo riesce a condensare la forza di un’azione ben più significativa della descrizione di un sentimento astratto. Sono i gesti trattenuti, le parole non dette, gli oggetti che perdiamo che veicolano le nostre emozioni.

Roberto le aveva preso un regalo al Museo Storico… Era un modellino della leggendaria 24HP Dieci. Restò nel cassetto di Roberto e poi sulla sua scrivania, a fermare le carte e ricordargli tutto quello che avrebbe voluto darle e invece si era tenuto.

Ho letto altri pareri su questo libro, alcuni lamentavano la mancanza di originalità dei personaggi. Ma io direi: non è forse questa la sua forza? Il mettere in luce aspetti di un’esistenza qualunque? Non siamo forse noi delle persone, allo stesso tempo, qualsiasi e irripetibili?

Una scrittura, quella di Cognetti, semplice ma autentica, lontana dalle frasi fatte, dalla retorica, dal facile romanticismo da telenovela, che ci restituisce una realtà cruda ma vera, fatta di sentimenti complicati, contradditori (così come sono i nostri) ma onesti.

L’amore arriva fino a un certo punto, più in là non ci può andare.

Avrei voluto saperne di più di questa ragazza, il romanzo finisce con un capitolo che la vede allontanarsi sempre di più. Ma forse questo è il carattere di Sofia e Cognetti l’ha voluto assecondare.

 

v

Domande aperte all'autore

  • Sei stato ispirato da qualche scrittore o romanzo per la struttura del tuo romanzo di racconti?
  • Pensi che le idee siano nell’aria, facciano parte di una coscienza collettiva, e l’artista debba afferrarle per dar loro una forma riconoscibile?

Curiosità

Selezionato al Premio Strega 2013

Libro del Mese di Fahrenheit Radio3

Qualcosa in più su Paolo

Paolo Cognetti ha pubblicato con minimum fax Manuale per ragazze di successo (2004), Una cosa piccola che sta per esplodere (2007, finalista al Premio Chiara) e Sofia si veste sempre di nero (2012, selezionato al Premio Strega 2013).  Con Laterza è uscito nel 2010 New York è una finestra senza tende. Il suo blog è paolocognetti.blogspot.it. Vince lo Strega nel 2017 con le Otto Montagne 

Liberiamo i libri dalle biblioteche

Michele Renzullo

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