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Se il libro si rivelerà un fiasco, sarà per uno di questi due motivi, o entrambi. Primo: il titolo è appena passabile. Secondo: il romanzo non contiene nessun personaggio femminile di spicco.

Leggendo le prefazioni dei libri (magari alla fine) si possono trovare approfondimenti e i dietro-le-quinte dei romanzi. A volte può essere rassicurante scoprire che un capolavoro non è nato spontaneamente come un frutto da un albero, ma è stato il risultato di frustrazioni, ripensamenti, riscritture, amputazioni e compromessi.

La prefazione della traduttrice Franca Cavagnoli per il romanzo “Il Grande Gatsby di Fitzgerald mi ha fornito alcuni spunti di riflessione che penso possano essere utili soprattutto a chi si accinge a scrivere un romanzo o un racconto.

I grandi classici, prima di divenire tali, erano testi contemporanei.
Francis Scott Fitzgerald era considerato un autore di svago (potete paragonarlo alla percezione che si ha oggi di scrittori del calibro di De Carlo, Coelho, Lucarelli, o suggeritemi voi quale autore non impegnato vi viene in mente).
Fitzgerald aumentò di molto la produzione di genere (potremmo definirlo rosa) per far fronte alle esigenze economiche della famiglia. In altre parole, scriveva molti racconti per pagare il mutuo. Con Il Grande Gatsby voleva riscattarsi da questa immagine di autore un po’ frivolo.

Il romanzo non nasce come prodotto finito.
È Interessante il carteggio tra l’autore e l’editore Perkins (lo stesso di Hemingway): il romanzo è stato sottoposto a molteplici revisioni di bozze, ripensamenti e riscritture. In un passaggio, Fitzgerald era entrato in crisi in quanto non riusciva a gestire una scena. Questo può servire di lezione a quegli aspiranti scrittori che si offendono se viene chiesto loro di cambiare qualcosa.

Se dovessi guadagnare nuovamente del tempo libero ti assicuro che non lo sprecherò come ho fatto in passato. Ti prego di credermi quando ti dico che ora farò del mio meglio.

Tecniche narrative. Vediamo alcuni degli espedienti narrativi che Fitzgerald, coadiuvato dall’editore, ha usato nel libro:

  • Il punto di vista.
    Fitzgerald sceglie di far raccontare la storia in prima persona, non dal protagonista ma da un personaggio periferico: questo punto di vista rende il narratore più attendibile, perché pone una certa distanza tra chi racconta la storia e il soggetto del racconto.
  • Mostrare luoghi e personaggi attraverso i sensi.
    In particolare l’autore lo fa attraverso dettagli precisi, suoni, odori, colori. “Una voce piena di soldi”, parlando di Daisy, rimane una descrizione memorabile.
  • Dialogo.
    Il dialogo viene sceneggiato. Per far crescere la suspense, lo scrittore inserisce una pausa prima che Gatsby dia la risposta ad una domanda capziosa, facendo entrare in scena un cameriere con un cocktail.
  • Condensare.
    L’autore taglia ogni orpello retorico, facendo tesoro delle critiche sui suoi lavori precedenti.

L’importanza della scelta del titolo.
Amato che salti in alto. Oppure: Trimalcione a West Egg.
Cosa ne dite? Non un granché come titoli. Eppure queste erano le alternative proposte dall’autore. Il Grande Gatsby – The Great Gatsby – era stato scelto dall’editore.

La consacrazione.
Il romanzo è stato consacrato da Eliot alcuni anni dopo la sua pubblicazione (così come Fante da Bukowsky, De Carlo da Calvino o suggeritemi voi altri esempi di scrittori lanciati da altri artisti).

Il romanzo ha venduto all’inizio poche copie, e ha avuto un’accoglienza tiepida dalla critica. Pochi recensori si sono accorti della grandezza e del taglio innovativo e cinematografico del libro. Non hanno colto il montaggio delle scene, l’importanza dei dettagli, le pennellate impressioniste. Presumo che solo il tempo possa stabilire se un romanzo abbia un valore universale o meno.

A questo link puoi ascoltare l’audiolibro di Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.

Mentre qui puoi scaricare Il grande Gatsby Ebook versione PDF.

Il grande gatsby download

 

 

Grandi scrittori, emergenti, aspiranti, appassionati: in qualche modo siamo tutti nella stessa barca. O meglio: Navighiamo di bolina, barche contro la corrente, riportati senza posa nel passato.

Liberiamo i libri dalle biblioteche

Michele Renzullo

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