L’orizzonte della scomparsa:  le mie impressioni.

Data uscita: 2017

Publisher: Marsilio

Prezzo: € 17,00

Cosa cercavo, e cosa ho trovato.

Leggendo i primi capitoli di L’orizzonte della scomparsa, ero andato alla ricerca del punto di vista della scrittrice, della sua voce narrante, e non l’avevo trovato. Poi, ho capito che l’eclissarsi dell’autrice era una scelta voluta, una filosofia buddista, una rinuncia al suo Ego per lasciar spazio alla storia e ai personaggi, a Lana e a Christian.

Personaggi che si perdono nel Caos, che sprofondano nelle ossessioni del web, pronto ad accogliere le nevrosi e i desideri più reconditi di una generazione che sta dilatando sempre di più la fase adolescenziale, che rifugge gli schemi imposti ma non sa bene cosa farsene della troppa libertà.

Il virtuale è riscrittura del mondo, insieme di codici, simbologia, e come ogni simbolo è oscurità, è caos. Abbiamo creduto di controllare il caos codificandolo, ma in verità abbiamo solo aperto un buco nero nell’inconscio.

Le notifiche di Facebook, Skype, le videochiamate, la chat, il sesso virtuale, sono diventati un’estensione dei nostri ricettori sensoriali che sollecitano sensazioni e sentimenti sulla nostra pelle. Siamo sempre più isolati, ma abbiamo il terrore di rimanere da soli con noi stessi e di staccarci dalla rete. Siamo onnipresenti ma perennemente distratti.

Il sesso, che dovrebbe esprimere conquista, coraggio, trasgressione, è diventato un luogo gretto: vogliamo viverlo al riparo dai rischi, nelle nostre quattro mura domestiche, davanti a una webcam. Rischi non soltanto legati alla pericolosità di un incontro con uno sconosciuto, ma di farci conoscere per quello che siamo, svelare le nostre debolezze o perversioni.

Ecco, allora, che la famosa maschera pirandelliana viene pixelata, e i social network ci aiutano a crearne una digitale. La rete si popola, così, di profili più o meno falsi. E quando anche si tratta di un profilo reale dove mettiamo il nostro vero nome e cognome, la nostra bacheca è piena di foto e status in cui dobbiamo mostrare che siamo felici: ci rivolgiamo ai nostri amici come fossero una platea di fans. Paradossalmente, a volte, proprio un profilo fake attraverso il quale abbiamo sentito l’esigenza dell’anonimato, si rivela più vero, perché ci sentiamo liberi di essere quello che siamo, di mostrare le nostre perversioni, i nostri desideri più sordidi e richiami più ancestrali.

La scrittura di Giuliana è una scrittura fluida che rende il testo molto scorrevole, sebbene mai banale, anche per la sua abilità di creare una tensione crescente. Ci si trova un po’ tutto: mistero, erotismo, misticismo, e poesia, quella vera. La capacità di cogliere le sfumature, di andare oltre le apparenze, di godere di un tramonto o di una piccola gioia. Di soffermarsi.

Le descrizioni non sono solo precise, ma affilate come coltelli: narrano sempre uno stato d’animo, un paesaggio interiore; cosi come le scene di sesso, crude e spietate, ma allo stesso tempo eleganti e poetiche. E più che atti scabrosi a essere rivelati sono i demoni dei protagonisti, in cui  ci riconosciamo. Quella di Giuliana è una lingua precisa ed evocativa. Il suo romanzo parla di noi, prende le istanze dai nostri disagi, i nostri costumi, e ce li restituisce sotto forma artistica.

 

Quarta di copertina da Marsilo Editore

All’undicesimo piano di un grattacielo di Montréal, Christian, pianista talentuoso e tormentato, ha il televisore acceso su Mtv. Sullo schermo c’è Lana, una ragazza di Orlando capace di catalizzare le fantasie più indicibili di chi la osserva. Sta per incontrare il suo amore virtuale, Blaxon. Ma chi è veramente Blaxon? Questo personaggio misterioso e conturbante lega le vite di Christian e Lana giocando con i loro fantasmi più segreti nell’oscurità del web. Quando Blaxon scompare, Lana accetta di partecipare a un reality per modelle a Parigi, mentre Christian comincia a indagare su uno strano forum religioso che sembrerebbe collegare tutte le parti in causa. Dopo il promettente esordio con Corpi di Gloria, nel suo nuovo romanzo, tra David Lynch e Chuck Palahniuk, Giuliana Altamura sviluppa una riflessione iper-contemporanea sul virtuale, sul significato dell’arte e sulle inquietudini della realtà che stiamo vivendo, dominata dal desiderio di controllo e sempre più esposta al proprio lato oscuro.

Conclusioni

Un romanzo, quello di Altamura, che ha soddisfatto in pieno le mie aspettative di lettore e di scrittore. Una storia, interessante, la cui tensione sale in un crescendo fino al climax finale, e in cui si mescolano tutte le sfumature cromatiche, le domande esistenziali calate nella vita di tutti i giorni, la nostra vita. Un romanzo che parla della quotidianità, delle dinamiche tipiche della generazione enta-anta.

In un’epoca in cui si legge sempre meno, L’orizzonte della scomparsa è un romanzo destinato non solo agli amanti della lettura, ma anche a chi non è abituato a divorare romanzi con troppa frequenza.

 

Curiosità

Il titolo è una citazione tratta da Jean Baudrillard, filosofo e sociologo francese.

cit.

Le sagome dei grattacieli, nel cielo cobalto, sono punteggiate dalle intermittenze elettriche, orizzontali, degli infiniti piani illuminati.

cit.

Mentre contempla la sua speranza annientarsi nel buco nero delle palpebre, il cellulare si mette a vibrare, una scossa secca e nervosa, di cosa viva che gli si agita nel palmo.

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Domande aperte all'autrice.

 

  • Come te lo immagini il futuro?
  • Esisterà ancora la letteratura nel 2050?  In che modo la realtà virtuale influenzerà la nostra capacità di pensare per immagini?
  • L’arte avrà il potere di contrastare la crescente inflazione di immagini prefabbricate?
  • Il fatto di poterci potenzialmente innamorare di un profilo fake, potrebbe essere significativo anche nella vita reale? Ovvero, pensi che nella maggior parte delle volte proiettiamo i nostri desideri, bisogni, emozioni su un soggetto a priori, idealizzandolo?

Liberiamo i libri dalle biblioteche

Michele Renzullo

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L'orizzonte della scomparsa
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