L’incipit

SCROLLA PER GLI ELEMENTI MULTIMEDIALI

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Esempio (vero, preso dal mio Instagram) di come non si scrive un incipit

Eva si rese conto di quanto fosse monotona, per lei, fino ad allora la sua vita e di come si sentisse sola e senza uno scopo, aveva un lavoro che non le permetteva certo di realizzarsi e far carriera ma era ben remunerato…Lei donna italiana di 30 anni, alta e formosa con lunghi e ondulati capelli rossi, occhi grandi, di un verde intenso incorniciati da leggere lentiggini sugli zigomi, dalla pelle molto chiara e delicata, era sempre vestita con tailleur aderenti, e scarpe décolleté abbinate a ogni completo; lavorava come segretaria personale di un diplomatico arabo, Jamil, Un uomo possente, sui 45 anni dalla pelle color alabastro, con capelli corvini e degli occhi di un nero profondo, sempre vestito in modo impeccabile.

Altri incipit classici (clicca per espandere)

La metamorfosi, Kafka

“Gregor Samsa, destandosi un mattino da sogni agitati, si trovò trasformato nel suo letto in un enorme insetto immondo.

Fahrenheit 451, Ray Bradbury

“Era una gioia appiccare il fuoco

Guida galattica per gli autostoppisti, Douglas Adams

“Lontano, nei dimenticati spazi non segnati delle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo.”

La breve favolosa vita di Oscar Wao, Junot Diaz

“Dicono che sia venuto dall’Africa, racchiuso nelle grida degli schiavi; che fosse l’anatema finale degli indiani Taino, pronunciato mentre un mondo moriva e un altro nasceva; o che fosse un demone, penetrato nella Creazione attraverso la porta dell’incubo dischiusa alle Antille.

A sangue freddo, Truman Capote

Il villaggio di Holcomb si trova sulle pianure di grano del Kansas occidentale, una zona desolata che nel resto dello stato viene definita “laggiù”. Un centinaio di chilometri a est del confine del Colorado, il paesaggio, con i suoi duri cieli azzurri e l’aria limpida e secca, ha un’atmosfera più da Far West che da Middle West.

Le navi del Kilimangiaro, Hemingway

«Di magnifico c’è che non fa male» disse lui. « È così che si sa quando comincia.»

«Davvero?»

«Assolutamente. Ma sono molto dolente per l’odore. Quello deve darti fastidio.

«Non parlare così. Ti prego.»

Arancia Meccanica, Burgess

Eccomi là. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pete, Georgie e Dim. Eravamo seduti nel Korova milkbar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova milkbar vende ” latte+ “, cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto e disposto all’esercizio dell’amata ultraviolenza.

Il club dei parenticidi, Bierce

In un bel mattino di giugno del 1872 assassinai mio padre, cosa che mi fece una profonda impressione.

Cent’anni di solitudine, Màrquez

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.

Io uccido, Faletti

‘L’uomo è uno e nessuno. Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l’impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle a un chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili’.

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