Intervista a Giuliana Altamura

Giuliana Altamura chi è

Scrittrice per Marsilio con “Corpi di Gloria” e “L’orizzonte della scomparsa” 

Invervista Giuliana Altamura

Invervista Giuliana Altamura

 

Giuliana Altamura è nata a Bari nel 1984 e vive tra Milano e Parigi. Ha esordito per Marsilio nel 2014 con il romanzo Corpi di Gloria (Premio Rapallo Carige Opera Prima). Nel 2015 un suo racconto è stato pubblicato nell’antologia Quello che hai amato, a cura di Violetta Bellocchio (Utet).

'orizzonte della scomparsa, giuliana altamura

Qual è il rapporto tra l’arte e la sofferenza secondo la tua esperienza personale di scrittrice?
La sofferenza è parte ineluttabile della nostra esistenza e l’arte non può prescinderne se è intesa come esplorazione dell’umano. Esiste poi una sofferenza legata all’arte come sforzo, come ricerca, parte inevitabile di un lavoro intellettuale ed emotivo che ci porta sempre a confrontarci con i nostri limiti.

 

Quando un’opera si può considerare originale?
Quando racconta verità immutabili sin dalla notte dei tempi, ma lo fa in un modo in cui non era mai stato fatto.

 

Fino a che punto uno scrittore deve tenere in considerazione l’ipotetico lettore … e il gusto corrente, e il mercato editoriale?
Personalmente credo che fare questo genere di calcoli possa essere solo controproducente. L’importante è avere ben chiaro cosa si vuole raccontare, il resto viene solo in un secondo momento.

 

Hai avuto qualche conflitto con il tuo editore?
Nessun conflitto, ho sempre lavorato benissimo con la mia casa editrice.

 

Appartieni alla generazione dei Millenial. Secondo te è più facile o difficile diventare scrittori oggi? Sia in termini di visibilità ma anche di concentrazione che il web e i social network ti possono rubare.
Credo che oggi ci siano molte più possibilità di emergere e riuscire a ottenere visibilità per arrivare a una pubblicazione, ma è anche vero che è più difficoltoso affermarsi e continuare a pubblicare in un mercato piuttosto oberato e che, come per molti altri aspetti della nostra società, punta tutto sull’usa-e-getta. Non è difficile riuscire, insomma, ma è difficile restare. I problemi di concentrazione, purtroppo, riguardano una generazione di lettori sempre più abituata all’immagine e alla velocità che al testo e all’approfondimenti verticale. Almeno gli scrittori si spera non smettano mai di leggere.

 

Secondo la mia esperienza, uno dei problemi degli scrittori esordienti è la difficoltà di costruire trame partendo da pezzi sparsi. Io mi sono fatto la mia idea di quali possano essere le cause. Potresti dirci la tua a riguardo?
Arrivare a strutturare una storia non è semplice e c’è bisogno di un lavoro costante e faticoso che ha ben poco a che vedere con quella che purtroppo viene ancora romanticamente definita “ispirazione”. Purtroppo agli scrittori alle prime armi manca spesso una solida base tecnica, di studio, che accompagni e rafforzi il puro talento, altrettanto indispensabile.

 

Qual è la qualità migliore che uno scrittore debba possedere? E un difetto di cui non può fare a meno
A parte il talento? Sicuramente la pazienza e la perseveranza. Per quanto riguarda il difetto, credo che un po’ di pignoleria con se stessi non faccia mai male.

 

Quali sono quelle parole, espressioni, aggettivi, avverbi che secondo te andrebbero bannate da un’opera letteraria? Comincio io: Improvvisamente
In linea generale, tutti i luoghi comuni e le frasi fatte. E sì, cercare anche di usare il meno possibile gli avverbi.

 

Ci dici un buon motivo per cui non conviene diventare scrittori?
Non conviene se si spera di farlo per soldi, nella maniera più assoluta. Per il resto, la condanna è che purtroppo scrittori non si diventa, ma si nasce.

 

Hai dei consigli per stimolare la creatività?
La creatività ha bisogno di nutrimento ed è importante che questo nutrimento sia interdisciplinare. Uno scrittore deve leggere libri, guardare film, andare a teatro, frequentare mostre, ascoltare musica, viaggiare… attingere più stimoli possibili dagli ambiti più disparati.

Liberiamo i libri dalle biblioteche

Michele Renzullo

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