Ciao Nunzia,

grazie per questa intervista rilasciata al nostro blog di scrittura creativa.

Sono sicuro che, in qualità di scrittrice Self che ha venduto moltissime copie dei suoi romanzi, puoi dare consigli utili a tutti gli aspiranti scrittori, specialmente a chi deciderà di pubblicare un romanzo scegliendo la modalità in auto-pubblicazione.

 

  1. Ci racconti in poche righe qualcosa di te, cosa fai, qual è la tua professione, come ti sei avvicinata alla scrittura?

Grazie a voi per questo invito. Finché vivevo a Roma sono stata casalinga. Poi, tornata nel Salento, ho intrapreso un lavoro che mi piace molto, l’agricoltura. Amo la natura, da ragazzina lavoravo nei vigneti di famiglia ed è stato proprio ciò che ho cercato. Sono impiegata in un’azienda agricola che esporta il suo buon vino in tutto il mondo.

Non posso dire di essere nata con la scrittura nel sangue, anzi devo dire che è stato il contrario. Ho una qualifica di assistente per l’infanzia, per cui non ho avuto molto a che fare con le materie letterarie di cui peraltro nutrivo poco interesse. Ho sempre detestato i temi d’italiano perché non avevo la più pallida idea di cosa scrivere. Ero sempre molto ristretta nel contenuto. Non nego però di essere una persona che in tutta la sua vita ha sempre fantasticato; è una fantasia la mia che non si pone limiti, ma mai mi è passato per la testa di metterla per iscritto. L’idea è nata ben oltre i quarant’anni; complice un forum di cui facevo parte in cui si decise di scrivere un racconto tutti insieme, di genere fantasy. Più che altro un gioco, in cui ognuno si accodava a ciò che scriveva l’altro continuando la storia e cercando il più possibile di seguire la trama. Durante i miei interventi ricevevo spesso i complimenti per il mio modo di scrivere e per la fantasia. Si accese una piccola scintilla; col passare del tempo divenne un falò che arde tuttora. Cerco di alimentarlo sempre con nuove idee, nuovi generi; mi piace lanciare sfide a me stessa e soprattutto vincerle.

  1. Ho visto che su Amazon sei veramente popolare. Complimenti! Non è un traguardo facile da raggiungere. Noto che hai avuto grande successo soprattutto con Il Dominio dei Mondi. Secondo te una delle cause del tuo successo è proprio legata al fatto che scrivi romanzi di genere, destinati a un pubblico ben definito?

Penso che influisca molto. La trilogia de “Il Dominio dei Mondi” è destinata più a un pubblico adulto, ma può benissimo leggerla un adolescente. Il target di lettori va dai quattordici anni in su, al di sotto di questa età non lo consiglio a causa di determinate scene. Credo sia questo il punto di forza: rendere un libro adatto a una fascia molto ampia di lettori. Ma non solo questo. La particolarità di questa trilogia è che non si limita a un solo genere. È stata catalogata nel fantasy perché il 50% di tutta la storia si svolge in un fantasy epico, con ambientazioni inventate, in galassie o mondi che non esistono. L’altra metà della storia è ambientata in Danimarca, ai nostri giorni e nella nostra realtà, e proprio in questa parte si dipanano diversi generi, a partire dal thriller (scompare un bambino, ci sono delle indagini, una madre accusata, eventi misteriosi che fanno drizzare i capelli a un ispettore di polizia) fino alla fantascienza (quello che era il bambino scomparso, nei successivi volumi è un brillante scienziato di quasi trent’anni, lavora ad alcuni nano dispositivi che dovrebbero porre rimedio ai danni cerebrali, e rende possibile l’impossibile, cioè il teletrasporto). Si alternano quindi capitoli di fantasia e realtà le cui vicende sono in qualche modo collegate.

  1. Ti avvali di qualche editor/correttore di bozze per i tuoi romanzi?

Assolutamente sì. Per quanto pensi di non averne bisogno, se vuoi che il tuo libro sia un prodotto di qualità, devi affidarlo a un editor professionista. Io ho la fortuna di avere al mio fianco mio nipote, Daniele Trono, che ha fatto da padrino a tutti i miei romanzi e che (se mai leggerà quest’intervista) approfitto a ringraziare.

  1. Potresti spiegarci esattamente quali strategie hai adoperato per diventare N° 1 in alcune categorie Amazon e per vendere, se non erro, quasi 700 copie del tuo romanzo?

Il primo volume della trilogia è stato pubblicato circa quattro anni fa e ha raggiunto quota 1700 circa di e-book venduti. In più, oltre 3000 copie scaricate gratuitamente (Amazon dà anche questa possibilità se ne detiene l’esclusiva); inoltre qualche centinaio in formato cartaceo sia su Amazon che sugli altri store. Mi riferisco al primo volume. I primi due anni ho venduto praticamente niente. Ero inesperta, non sapevo come muovermi, non avevo idea che esistesse tutto un mondo a parte. Mi sono rimboccata le maniche e ho cominciato a studiare, nel vero senso della parola. Sono arrivata alla conclusione che nessuno ti compra finché sei invisibile. Come potevano scorgere il mio libro in mezzo a milioni di pubblicazioni? Un libro può anche valere ed essere addirittura il capolavoro del secolo, ma se non ti vedono, non ti comprano. Ho scoperto quindi che:

Amazon è la più grande macchina del mondo, con un alto potenziale e con un algoritmo che funziona a modo suo.

Sono aumentate le vendite quando ho deciso di dare l’esclusiva ad Amazon. In questo modo ho usufruito della promozione gratuita, sono stata inserita nel Kindle Unlimited dove gli abbonati potevano leggere il mio libro gratuitamente. Mi sono iscritta a decine di gruppi Facebook dedicati e ho cominciato a spammare come se non ci fosse un domani; cercavo di rendere questo tipo di pubblicità meno fastidiosa possibile inserendo di volta in volta estratti degni di attenzione: è il modo migliore per presentarsi a chi non ha mai sentito parlare di te. Ho imparato a gestire l’impaginazione perfetta di un ebook Kindle e ho reso disponibile anche la versione cartacea rifinita nei minimi particolari. Se ho detto che la visibilità è importante, la qualità è al primo posto, non solo a livello grammaticale e strutturale, ma anche di impaginazione e formattazione. Anche la copertina è importante, deve essere creata in maniera professionale e avere dei soggetti accattivanti. Quando un libro ha quel minimo di visibilità, si troverà sempre all’interno di una lista insieme ad altri libri. La copertina deve essere in grado di attirare l’attenzione in mezzo a quella lista. Chi la guarda deve decidere di cliccare sul nostro libro e una volta che è dentro  si troverà a leggere la trama. È inutile dire che questa deve essere stilata in modo da incuriosire il lettore, né troppo lunga da annoiarlo, né troppo corta da non carpire quel poco che lo porterà alla decisione dell’acquisto. Non fare l’errore di raccontare tutto, ma mantenere quel piccolo senso di mistero. Incuriosire, questo si deve fare.

L’ultima strategia, ma questa è personale: ho approfittato del fatto che nell’epilogo del mio libro, anche se auto conclusivo, era rimasta una piccola briciola di mistero, che il lettore poteva interpretare a suo piacimento. Ma poi ho deciso di dare un seguito alla storia, e siccome si è dilungata parecchio l’ho divisa in due. Ed ecco che è diventata una trilogia. Se il primo piace è inevitabile che si porti dietro anche gli altri due.

 

  1. Usi lanciare promozioni su Amazon? Usi social media? Richiedi intervista o recensioni a blogger?

La piattaforma italiana di Amazon non dà modo di creare campagne pubblicitarie. Lo si può fare solo su Amazon.com e in lingua inglese, per cui noi italiani non ne possiamo beneficiare. Però, una volta entrati nelle grazie di Amazon (e succederà solo dopo aver sudato tanto, dopo che ti sei fatto conoscere nei social, dopo che hanno apprezzato ciò che scrivi e di conseguenza hai avuto già tantissime vendite), sarà Amazon stesso a proporti al pubblico. Si tratta delle offerte lampo e delle offerte mensili, in cui solo pochissimi prodotti vengono selezionati. Anche la selezione per il Prime Reading è importante. Sono tutte situazioni in cui avrai il privilegio di essere inserito in vetrina, proposto nelle newsletter, farti apparire nei primi risultati sul motore di ricerca ecc. Durante questo genere di promozione le vendite aumentano tanto. Sono situazioni che danno tantissima visibilità la quale, ripeto, è tutto.

Sono iscritta nei social più influenti, Facebook, Instagram, CamTv, Linkedin ecc. dove spesso e volentieri pubblico estratti dei miei romanzi, soprattutto dell’ultimo, un paranormal thriller che devo cominciare a far conoscere. Seguo anche i blog culturali alcuni dei quali mi hanno recensito.

 

  1. Pensi che la letteratura di genere sia più facile o quanto meno più spendibile di quella mainstream?

La letteratura di genere finora è stata vista come un fenomeno commerciale per lettori dai gusti più grezzi, che prediligono la scelta più economica, più facile, in confronto invece alla letteratura più fine, quella dell’alta qualità. Questi sono pregiudizi che ormai fanno parte del passato, non dovrebbe esistere una letteratura alta e una bassa. Un libro che si tiene tra le mani ha un solo scopo: immergerti nella storia qualunque essa sia.  Molti autori del passato già la pensavano così sulla letteratura, Ford Madox Ford tanto per citare un suo pensiero […]è prendere il lettore, immergerlo nella vicenda così a fondo da renderlo inconsapevole sia di stare leggendo sia dell’esistenza di un autore, in modo che alla fine possa dire e credere “io ero lì, io c’ero”[…]

 

  1. Quali sono le qualità più importanti che uno scrittore deve avere?

 

Umiltà, rispetto e voglia di imparare (perché è vero: non si finisce mai di imparare)

Non dare mai per scontato di aver scritto un capolavoro. Devono essere i lettori a deciderlo.

Non lamentarsi mai delle critiche, piuttosto farne tesoro e cercare di migliorare.  Ah… e ringraziare sempre (tranne se offendono con critiche volgari, in quel caso ignorare).

Uno scrittore deve essere sempre attivo, non deve limitarsi a scrivere un romanzo e farlo correggere pensando di aver finito. Deve anche capire dove ha sbagliato e perché, e magari non ripetere più lo stesso errore.

Liberiamo i libri dalle biblioteche

Michele Renzullo

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