Definizione di eroe

Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci. Il viaggio dell’eroe non riguarda solo John Wayne, Batman, Neo di Matrix o Dorothy Gale ne Il Viaggio di Oz.

Il viaggio dell’eroe riguarda anche Silvia, frustrata impiegata di banca che vorrebbe cambiare lavoro ma che, piena di conflitti, resiste al cambiamento, fino a quando….

Il viaggio dell’eroe riguarda tutti noi.

Conoscere le tappe del viaggio dell’eroe e gli archetipi narrativi ci aiuta a capire, non solo le basi dello storytelling, ma soprattutto noi stessi, la nostra vita, e ci permette di fare un po’ di chiarezza se abbiamo perso la bussola.

Gli archetipi di un testo narrativo rispondono a domande ancestrali (da dove veniamo, c’è qualcosa dopo la morte, ecc) e stanno alla base di istinti primordiali e principi primitivi che sono trasversali alle diverse culture e alle epoche in cui viviamo, ci aiutano nel processo di individuazione della coscienza individuale e collettiva.

Ecco perché è importante riconoscere la funzione che le persone svolgono nella nostra vita – e i personaggi in letteratura – perché questo ci aiuta a metterli nella giusta prospettiva.

 

Che cosa è il viaggio dell’eroe?

 Il Viaggio dell’Eroe è il viaggio dell’Io per raggiungere l’autorealizzazione. Rappresenta il cambiamento sostanziale, la trasformazione interiore, la morte di una parte di noi. Ci accompagna attraverso le varie fasi della nostra vita, dove subiamo l’influenza di un determinato archetipo.

Il viaggio dell’eroe costituisce altresì un modo innato di raccontare le storie. Lo possiamo utilizzare quindi come struttura narrativa e modello al quale ispirarci per scrivere i nostri libri.

Il viaggio dell’eroe serve, quindi, da un lato a raccontare storie più credibili e avvincenti, dall’altra a capire meglio in che fase ci troviamo della nostra esistenza.

Se non lo affrontiamo, non avremo mai l’opportunità di raggiungere la parte più autentica e profonda del nostro essere.

Il viaggio dell’eroe: simboli e archetipi della ricerca interiore

Facciamo ora un passo indietro e scopriamo chi ha coniato questa definizione.

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“Il viaggio dell’eroe” (The Writer’s Journey: Mythic Structure For Writers) è un libro scritto dallo sceneggiatore statunitense Christopher Vogler.

Nonostante le miriadi di varianti delle storie in cui si imbatteva, notò che vi erano tra esse una serie di elementi in comune, e cominciò a porsi tutta una serie di domande:

  • Da dove vengono le storie?
  • Come funzionano?
  • Cosa ci raccontano di noi?
  • Come fanno i narratori a dare significato alla storia?
  • Quali sono le regole e quali i principi strutturali?

In contemporanea a questi interrogativi, Vogler conobbe l’opera di Joseph Campbell, L’eroe dai mille volti (1949), nel quale si analizzavano i miti di tutto il mondo. L’esperto in mitologia aveva scoperto una sorta di “codice segreto” dello storytelling dal quale aveva ricavato modelli universali.

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Vogler venne influenzato anche dagli studi di Vladimir Propp sulle fiabe russe e sulle relative funzioni (le funzioni di Propp appunto) e dalla teoria di Jung sugli archetipi e l’inconscio collettivo.

Analizzando oltre sei mila sceneggiature con metodo scientifico, Vogler arrivò a formulare la teoria secondo la quale tutte le storie sono riconducibili a uno schema narrativo elementare.

Sintetizzando, il viaggio dell’eroe consiste in 12 tappe fondamentali:

il viaggio dell'eroe schema

  1. Il mondo ordinario. Viene presentato l’eroe nella sua vita di tutti i giorni e la sua ambientazione.
  2. La chiamata all’avventura. Qui troviamo l’incidente scatenante, ovvero, il motore che avvia la narrazione. Può essere: un problema, una sfida o un’avventura che l’eroe deve affrontare e che stravolge il suo equilibrio (apparente).
  3. Il rifiuto della chiamata. L’eroe, come tutti noi, tende a non agire. Rifiuta quindi la chiamata all’azione. Preferisce rimanere nella sua “comfort zone”.
  4. L’incontro con il mentore. Il mentore prepara l’eroe all’avventura e lo convince ad agire. Il mentore non agisce mai al posto dell’eroe.
  5. Il superamento della prima soglia. L’eroe varca la soglia del mondo straordinario, inizia l’avventura.
  6. Prove, alleati, nemici. Come nella vita reale, l’eroe si trova ad affrontare diversi ostacoli, in cui viene fiancheggiato da amici e nemici.
  7. Avvicinamento alla caverna più profonda. L’eroe si avvicina all’oggetto della sua ricerca, sta per affrontare “il drago”, la sua ombra, il suo problema più grande. Assieme ai suoi alleati prepara una strategia.
  8. Prova centrale. L’eroe guarda in faccia la morte e deve superare le sue paure più profonde. La posta in gioco è altissima. È il momento più buio della storia e l’eroe muore o rischia di morire.
  9. Ricompensa. Superata la prova centrale l’eroe ha diritto al suo premio (un tesoro, una spada, l’amata, una conoscenza acquisita).
  10. Via del ritorno. L’eroe sta per rientrare nel mondo ordinario, ma deve affrontare le conseguenze per avere sfidato le forze avverse. La strada sarà irta di ulteriori sfide, pericoli e tentazioni.
  11. Resurrezione. L’eroe affronta l’ultima sfida. Muore e risorge.
  12. Ritorno con l’elisir. L’eroe torna finalmente al mondo ordinario, portando la sua ricompensa: un amuleto, una tecnologia o una maggiore consapevolezza di sé.

Il viaggio dell’eroe schema

Il viaggio dell’eroe, il più delle volte, rappresenta una vera e propria ricerca interiore.

Nel mio romanzo “Aurora by night”, un percorso di consapevolezza alla ricerca di sé, ho più o meno inconsciamente usato proprio questa struttura narrativa.

Generalmente Il viaggio dell’eroe è rappresentato dal seguente schema narrativo:

viaggio dell'eroe schema

Vediamo come sia perfettamente compatibile con la struttura aristotelica in 3 atti. Individuare gli archetipi, i miti e i ruoli narrativi ci aiuta a capire non solo i meccanismi di qualsiasi storia, e quindi a scrivere romanzi, racconti, sceneggiature che siano universali e che coinvolgano emotivamente il lettore, ma anche a scovare cosa si nasconde dietro ai conflitti generazionali, ai momenti di crisi, ai dubbi sulle scelte difficili.

Quando il lettore finisce di leggere una buona storia, difatti, dovrebbe avere l’impressione di avere imparato qualcosa sulla vita o su sé stesso. Share on X

Le 12 tappe del viaggio dell’eroe

Capire questi schemi millenari e modelli profondi potrebbe servirci da vero e proprio lavoro terapeutico, un po’ come andare dallo psicologo: la scrittura creativa non solo è catartica, ma ci aiuta a fare chiarezza e a farci sentire meno soli.

Chi non ha provato almeno una volta nella vita una sensazione di insoddisfazione? Che la rassicurante routine del lavoro quotidiano, dello stipendio a fine mese, dei colleghi con cui chiacchierare e lamentarsi in pausa pranzo non fossero abbastanza? Che il nostro mondo – il mondo ordinario – ci stesse stretto, e che fossimo destinati nella vita a qualcosa di più importante?

“La vita non ha un senso intrinseco. Spetta a noi a darle un significato.”
Joseph Campbell

Ad esempio, il successo della famosa serie Stranger Things è dovuto, a mio avviso, oltre alla perfetta costruzione dei personaggi, al richiamo nostalgico agli anni ’80, all’atmosfera horror, e alla perfetta sceneggiatura, proprio a quello scopo superiore che avvertono tutti i personaggi.

Ancora: Le avventure di Indiana Jones, o il Giovane Holden sono tutti classici dove sono facilmente avvertibili la parabola dell’eroe, il richiamo all’avventura e il tentativo di attribuire un significato superiore alla nostra esistenza.

Ma anche storie molto più semplici e vicine a noi possono essere ricondotte al modello narrativo del viaggio dell’eroe.

È essenziale che il lettore si immedesimi nel protagonista – nell’eroe – in quanto condivide sia gli stessi valori di fondo, sia una mancanza interiore o un conflitto che lo tormentano.

→ Se vuoi approfondire: il protagonista, l’empatia e il conflitto.

Riprendendo la nostra impiegata di banca Silvia, aspirante attrice di teatro, vediamo ora una semplice trama che ci permette di vedere nel dettaglio le 12 fasi del viaggio.

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1) Il Mondo ordinario

Silvia è un’impiegata di banca. È sposata. Niente drammi profondi, niente soddisfazioni particolari: la sua vita si trascina monotona tra lavoro, casa e famiglia. Questo è il suo mondo. Da tre mesi soffre di ansia e di attacchi di panico, e il suo rapporto con il marito non è il massimo.

2) La chiamata

Silvia è sempre stata appassionata di teatro, ma aveva abbandonato questo interesse, presa dal tran tran quotidiano casa-lavoro-famiglia. Un giorno si imbatte in un ex collega di teatro, Antony. Lui ha fondato una compagnia teatrale. Le dice che da lì a un mese sarebbero partiti per una tournee annuale e che avrebbero una parte per lei. Lei era molto brava ai tempi…

→ Il collega di teatro ricopre l’archetipo del Messaggero

3) Il rifiuto

Per partecipare alla tournee, Silvia dovrebbe chiedere un’aspettativa. Dopo un timido colloquio con la capo-ufficio, esce a testa bassa e rinuncia alla proposta di Antony (rinuncia alla chiamata). Chiama il suo ex collega e gli comunica la notizia. Le certezze, il confort della quotidianità e la paura dell’ignoto la fanno desistere.

→ La capo-ufficio potrebbe ricopre l’archetipo del Trickster (imbroglione)

4) L’incontro con il Mentore

Tornata alla quotidianità, gli attacchi di ansia si moltiplicano, e il rapporto col marito peggiora. Decide quindi di rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Dall’incontro con il professionista, risulta che i suoi disturbi sono psicosomatici e che per guarire lei dovrebbe seguire le sue passioni e cambiare radicalmente vita. Silvia è in piena crisi: domanda al dottore di indicarle una direzione. Lui le dice fermamente che  non può affrontare le sfide al suo posto (dell’eroe). Questo aspetto è fondamentale: contare su noi stessi, sulla nostra forza interiore, sulla nostra divinità, affrontare in prima persona le sfide, è l’unica cosa che ci può far maturare veramente.

→ Lo psicoterapeuta rappresenta l’archetipo del Mentore.

5) Il varco della Prima Soglia

Silvia si dibatte nella scelta di rimanere nella mediocrità  o di iniziare l’avventura. Certezze o imprevisti? Dopo una notte insonne, passata a litigare col marito e a combattere l’ansia a suon di ansiolitici, sull’orlo di una crisi di nervi, al mattino si reca in banca, parla con la responsabile e si licenzia. Silvia lascia il mondo ordinario ed entra in quello straordinario.

Il mondo ordinario deve essere caratterizzato in forte contrasto con quello straordinario.

6) Le Prove, gli Alleati e i Nemici

Alla notizia del licenziamento, alcuni colleghi l’appoggiano e si congratulano; il capo-ufficio, offesissimo, le mette il bastone tra le ruote, cercando di costringerla ad allungare il preavviso, non farle prendere tutto il tfr, i giorni di ferie che le spettano, etc. Silvia deve addirittura assumere un avvocato per difendere le proprie scelte.

7) L’avvicinamento alla Caverna più profonda

Nella caverna dove avete paura di entrare si trova il tesoro che state cercando”.

La caverna è simbolicamente – o letteralmente – un luogo pericoloso e minaccioso. Lasciati lavoro, casa e marito, Silvia parte per il tour teatrale in giro per l’Italia. Ma non è tutto oro quello che luccica. La sfida più grande per l’eroe in questa fase è quella di imparare. Per Silvia entrare in quel mondo così diverso – il mondo straordinario – entusiasmante, eccitante, ma  anche claustrofobico, dove non si è mai sentita all’altezza, le provoca una contrastante sensazione di euforia e angoscia. Il palco le fa paura.

→ Piera, una “burlona” collega di teatro che la fa sentire a disagio, ma anche divertire e riflettere sulla vita e sul teatro, è una perfetta shapeshifter.

8) La Prova Centrale

L’eroe si trova ora ad affrontare la prova più importante della propria vita. La posta in gioco è altissima. Questo è fondamentale. Se non si rischia la vita non c’è sfida (e non c’è storia).  La prova centrale è un momento buio dove l’eroe rischia di morire, o addirittura muore per poi rinascere. L’eroe dovrà guardare in faccia la morte e superare le sue paure più profonde. Deve combattere contro l’Ombra.

In questo caso, l’ombra potrebbe essere rappresentata  da un collega che la mette in difficoltà, oppure dal palcoscenico stesso.

La notte precedente il debutto, Silvia è terrorizzata dalla sua performance: mille demoni la vengono a tormentare. La paura di fallire, di impappinarsi di fronte al pubblico, di avere sacrificato tutto per nulla, i racconti tragici di alcuni colleghi, la portano vicinissima al mollare tutto.

→ Il palco rappresenta l’archetipo dell’Ombra.

9) Il premio

Il premio per l’eroe può essere un oggetto, una conoscenza acquisita, il recupero dei propri talenti, una maggiore consapevolezza che lo fanno diventare più maturo.

Silvia sale sul palco, vince le sue fobie, recita divinamente, e alla fine il pubblico e i colleghi la stordiscono di applausi. Dopo la prima, Silvia entra a far parte ufficialmente della compagnia teatrale.

Se Silvia, con l’aiuto del mentore, non si fosse chiarita le idee, e avesse stabilito qual era la ricompensa a cui aspirava, sicuramente non avrebbe mai guadagnato il suo tesoro.

A volte ci impegniamo moltissimo, spingiamo come dannati ma diluendo la nostra energie in direzioni diverse.

10) La Via del Ritorno

Le sfide per l’eroe non sono ancora finite. Proprio come nella vita.

Hai presente quando dici: “Basta! Non ce la faccio più! Tutte a me? Perché la vita non è più facile?”

Ecco che la vita stessa ti sta mettendo ancora alla prova. Se tutto fosse scontato, semplice, che merito avresti, tu, di essere nominato eroe?

L’eroe, difatti, deve affrontare le conseguenze dell’aver sfidato le forze oscure nella caverna del mondo straordinario. La via del ritorno è piena di pericoli, tentazioni e nuove sfide.

Ecco che la nostra Silvia deve rientrare nella vita di tutti i giorni – nel mondo ordinario – facendo i conti con la mancanza di lavoro, le spese quotidiane, i risparmi che si assottigliano,  e una nuova regista che non crede nel suo talento.

11) La Resurrezione

Addio stipendio fine mese, addio rassicurante routine lavorativa, saldo del conto sempre attivo. Il mondo del teatro è quanto di più incerto e instabile possa esistere. La tentazione di voltarsi indietro, di abbandonare tutto, di accettare un lavoro qualsiasi, o addirittura quella di pregare la sua capo-ufficio di farsi riassumere in banca, è alta. Ma Silvia non vuole ritornare a fare la vita di prima.

Risorgere significa accettare che una parte di noi è morta durante quella difficile prova e prendere consapevolezza che un’altra parte, più forte e preparata, è nata dalle ceneri. Basta guardare alla vita passata!

12) Il Ritorno con L’Elisir

Finita la tournee, Silvia rientra nel mondo ordinario portando un “elisir“, che può essere un tesoro, un amuleto o una tecnologia in grado di giovare all’intera comunità. Ma il più delle volte si tratta proprio della conoscenza e un’accresciuta consapevolezza.

Chiedendo alla banca di agire come sponsor, Silvia fonda la propria piccola compagnia teatrale, che accoglie gratuitamente  tutti coloro che soffrono di attacchi di panico e di ansia.

Gli archetipi del viaggio dell’eroe

Come abbiamo visto, gli archetipi ricoprono vere e proprie funzioni nella vita dell’eroe. Possono anche essere viste come maschere indossate dai vari personaggi.

archetipi narrativi

Gli archetipi più comuni rielaborati da Vogler sono 7:

  1. Eroe
  2. Mentore
  3. Guardiano della soglia
  4. Messaggero
  5. Shapeshifter
  6. Ombra
  7. Trickster

 

Conoscere gli archetipi può aiutarti a scoprire tratti della tua personalità, e delle persone che ti circondano. Share on X

Gli archetipi in letteratura ricoprono due funzioni:

  • Funzione drammaturgica
  • Funzione psicologica

Vediamole brevemente:

  1. Eroe
    FUNZIONE DRAMMATURGICA:
    Identificazione con l’eroe.
    FUNZIONE PSICOLOGICA:
    Ricerca, da parte dell’Io, dell’identità e della compiutezza.
  2. Mentore
    FUNZIONE DRAMMATURGICA:
    Insegnare e fare doni all’eroe.
    FUNZIONE PSICOLOGICA:
    Rappresenta il Sé, la divinità interiore, la parte più saggia di noi.
  3. Guardiano della soglia
    FUNZIONE DRAMMATURGICA:
    Mette alla prova l’eroe.
    FUNZIONE PSICOLOGICA:
    Rappresenta i nostri demoni interiori: nevrosi, vizi, dipendenze, disagi emotivi.
  4. Messaggero
    FUNZIONE DRAMMATURGICA:
    Offre una sfida all’eroe e avvia la storia.
    FUNZIONE PSICOLOGICA:
    Annuncia la necessità di cambiamento.
  5. Shapeshifter
    FUNZIONE DRAMMATURGICA:
    Instilla dubbi e crea suspense; rappresenta il cambiamento.
    FUNZIONE PSICOLOGICA:
    Permette di sfogare l’energia inconscia.
  6. Ombra
    FUNZIONE DRAMMATURGICA:
    Rappresenta il drago da sconfiggere, il rivale, l’antagonista; colui che sfida l’eroe.
    FUNZIONE PSICOLOGICA:
    Rappresenta il potere dei sentimenti repressi, le psicosi, i traumi profondi e i sensi di colpa, l’inespresso.
  7. Trickster
    FUNZIONE DRAMMATURGICA:
    Permette un intermezzo comico.
    FUNZIONE PSICOLOGICA:
    Ridimensiona l’Io, mette in evidenza l’ipocrisia.

Gli archetipi possono esprimere aspetti positivi o negativi, e possono anche mutare. Un personaggio può dapprima rappresentare il mentore, per poi trasformarsi in ombra. Hai presente quando ti scontri costantemente con la tua ragazza (antagonista), perché è cambiata improvvisamente (shapeshifter), e poi vi lasciate e rimanete ottimi amici (mentore)? Ecco, lei ha semplicemente ricoperto diversi archetipi.

E tu, hai già intrapreso il tuo viaggio dell’eroe? A che punto ti trovi?

Image by Janos Perian from Pixabay

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