In letteratura e in narrativa il contenuto e lo stile non sono due entità separate. La forma veicola sempre il contenuto.

Penso che una delle differenze principali che passa tra uno scrittore emergente e uno scrittore professionista e con esperienza risieda proprio qui. La scrittura creativa si nutre della ricerca e sperimentazione delle sue forme espressive.

Voglio portarti subito degli esempi pratici per dimostrarti cosa intendo.

Supponiamo che vogliamo esprimere la percezione soggettiva del tempo. Nella vita di tutti i giorni proviamo sulla nostra pelle come il trascorrere del tempo sia relativo e soggettivo. Il weekend vola via sempre troppo veloce, mentre una notte insonne o un esame universitario non finiscono mai.

Se nel tuo romanzo vuoi esprimere questo concetto, questa sensazione,
non limitarti a farlo in modo elementare e letterale, usando frasi del tipo:
era stato così elettrizzante e divertente che il sabato sera volò via in un attimo.”

Scrivere letteratura vuol dire proprio giocare con lo stile e con il ritmo.

Ad esempio, potresti usare frasi più brevi e una punteggiatura più incisiva per, in modo inconscio, trasmettere al lettore una sensazione di ritmo più intenso.

Al contrario, se stai descrivendo una scena di suspense  e drammatica, potresti rallentare l’andamento del testo.

Puoi usare ripetizioni, scrivere periodi più lunghi, persino prediligere parole con una sonorità più estesa.

In qualità di scrittore, tu puoi manipolare il tempo come vuoi e riassumere cinquant’ anni in una frase, o dilatare qualche secondo per pagine e pagine.

Proprio come fa Maurizio De Giovanni, nell’incipit di In fondo al cuore, che dedica le prime sei pagine a descrivere la caduta del professore.

(Guarda la mia video pillola, tempo 4″)

Oppure, Toni Morrison, in Sula, ci fa sentire sulla nostra pelle quello che prova la protagonista quando scopre la sua migliore amica con suo marito. Quello che fa è dilatare il tempo utilizzando i dettagli sensoriali:

Sono in piedi. Loro non lo stanno facendo. Io sono in piedi e li guardo, ma loro non lo stanno facendo davvero. Ma poi alzano lo sguardo. O l’hai fatto tu. Tu, Jude. E se solo non mi avessi guardato nel modo in cui i soldati guardano dal treno, nel modo in cui guardi i bambini quando arrivano mentre tu ascolti Gabriel Heatter e irrompono nei tuoi pensieri  – avrei dato loro un istante, un po’ di tempo, per ricordare cosa stessero facendo, cosa avevano interrotto, e sarei tornata indietro e ti avrei lasciato ascoltare Gabriel Heatter.  E non sapevo come muovere i piedi o dove guardare. Me ne stavo lì, in piedi

Infine, dato che cerco sempre di affiancare, agli esempi dei grandi maestri, quelli derivanti dalla mia personale esperienza di scrittore, ti lascio con un estratto del mio Romanzo di racconti,ˈSɪti, nel punto di svolta del capitolo.

Questa scena, nella vita reale dura non più di 2,3 secondi, ma, per aumentare la drammaticità, rallento il ritmo prima di arrivare al momento clou.

Quando apro la porta un magnete mi attraversa da capo a piedi. Mi blocco. Una strana pressione mi spinge a terra, una sensazione apocalittica mi dice di tornare indietro, infilarmi in un bar, temporeggiare, andare via da lì. C’è della musica, sento degli strani rumori e delle voci concitate. Salgo le scale, gli scalini scricchiolano sotto i miei piedi. Una luce potentissima mi acceca per qualche secondo. Chiudo gli occhi. Li riapro. Gli spilli di luce pian piano si riassorbono e lentamente riacquisto la vista. C’è un faretto che non ho mai visto. Un altro nell’angolo opposto del soggiorno. Un microfono a forma di topo oscilla nel mezzo. Alicia non mi può vedere, è di schiena, nuda, appoggiata al divano a gambe aperte. Ha l’espressione trasognata. Una ragazza la sta leccando, mentre lei ricambia il servizio a un energumeno nero. Un tizio dai capelli rossi e il cappellino da baseball li sta riprendo con una videocamera.

Image by Enrique Meseguer from Pixabay

VUOI INIZIARE A SCRIVERE IL TUO ROMANZO?

Sì, voglio seguire subito le lezioni

Commenti

commenti

Share This