I romanzi e i racconti di avventura appartengono a un genere letterario che affonda le sue radici nell’età antica, precorso da autori come Omero e la sua Odissea o Virgilio e l’Eneide. Di solito si tratta di opere colme di suspense e azione, arricchite con personaggi affascinanti e determinati, pregne di tematiche appassionanti.

In questi libri i protagonisti intraprendono viaggi lontani, affrontano pericoli inattesi e ostacoli da superare per giungere al loro obiettivo. Sono coraggiosi e furbi, dotati di grande curiosità che li spinge ai limiti del conosciuto e li rende desiderosi di partire alla scoperta dell’ignoto.

Se siete intenzionati a scrivere un romanzo di avventura, siete capitati nel posto giusto!

Ho infatti raccolto una serie di dritte e suggerimenti da consigliarvi, che magari potranno esservi utili durante il vostro percorso.

Scrivere un romanzo è una vera e propria avventura e talvolta la selva intricata delle nostre idee non ci rende le cose così semplici.

Il mio proposito è tentare di rendervi il tutto più facile, al fine di dipanare la matassa confusa di pensieri che spesso si aggroviglia nella mente di chi si accinge a scrivere la sua storia.

Immergiamoci dunque nell’esplorazione di un genere vastissimo, che da anni conquista grandi e piccini e che mediante situazioni quali il viaggio dell’eroe offre molti spunti di riflessione ai suoi lettori.

Roman de Troie

Andiamo a ritroso…

Dagli antichi racconti di età greco-romana, tracce e precedenti di questa tipologia narrativa possono ritrovarsi nelle opere medievali ispirate alle leggende classiche pagane come il Roman de Troie.

Anche il ciclo bretone e le favole cristiane narrate in quel periodo contribuirono a tramandare elementi avventurosi. Li celebra Ludovico Ariosto ne l’Orlando Furioso, nel quale il viaggio e l’azione sono temi centrali.

Anche il Don Chisciotte di Cervantes contribuì cospicuamente al genere, introducendo in esso la satira che spesso si accosterà alle vicende vissute dai protagonisti: da quel momento le opere avventurose ebbero come scopo anche la critica della società.

Durante il XVIII secolo d.C. nacque il genere d’avventura vero e proprio, nell’Inghilterra settecentesca, con il Robinson Crusoe di Defoe e I viaggi di Gulliver di Swift.

A causa poi delle spinte illuministiche e razionalistiche del tempo, questa tipologia venne declassata a favore di altri tipi di narrativa e la letteratura avventurosa conobbe un momento di crisi.

Quando però, durante l’Ottocento, esplose la popolarità della letteratura di massa, il romanzo di avventura godette di buona notorietà per diversi motivi:

  • il romanticismo puntò sul rinfocolare lo spirito d’avventura, portando anche alla nascita del romanzo storico ispirato ai cicli medievali.
  • il realismo incise molto sul romanzo avventuroso, conferendogli completezza e accuratezza nella descrizione dei viaggi e degli atti eroici compiuti dai protagonisti.
  • emerge l’eroe borghese, votato all’affermazione sociale e alla difesa dei valori della propria classe di appartenenza.

 

Tutto ciò confluì nei libri sotto forma di lotta contro il destino e rivalsa personale.

Per far esaltare il potere del singolo dunque iniziarono ad essere narrate colonizzazioni, successi commerciali e racconti di conquista di terre straniere, di esplorazione di luoghi sconosciuti e ricchi di insidie ma celanti anche grandi tesori.

Con Verne, Stevenson e Twain, il genere trionfò fra Otto-Novecento e ancora rimane saldo nella sua diffusione.

A causa della contaminazione con altri tipi di narrativa, il romanzo avventuroso talvolta si ibrida con il romanzo horror o quello di fantascienza, presentando alcune affinità con la narrativa gialla.

Tutt’ora è un genere in continua evoluzione, pieno di potenziale e pronto a sbalordire e far emozionare ancora per molti secoli a venire.

I must have

must have romanzo d'avventura

I libri d’avventura sono un concentrato di azione, mistero, rischio e scoperta. Illustrano situazioni insolite o fuori dalla normalità, che affascinano chi ne esperisce.

Fondamentale è creare nel lettore aspettativa e curiosità, per indurre la lettura e il coinvolgimento.

Vediamo quindi insieme alcune accortezze utili per comporre romanzi di questo tipo:

  • Aiutarsi con la lettura

Niente è efficace come un bel romanzo dalla trama avvincente per stimolare i sensi di uno scrittore.

Prima di accingersi a scrivere la propria opera, sarebbe consigliato rilassarsi con qualche buona lettura. In questo modo potremmo cogliere meccanismi e tecniche da riprodurre nel nostro libro.

Dall’imbattersi in una spedizione in Perù potrebbe venirci l’idea di narrare le vicende di un gruppo di esploratori partiti alla ricerca di un prezioso smeraldo antico, nascosto nel bel mezzo di una foresta in cui vivono tribù autoctone.

  • Armarsi di carta e penna e fare chiarezza

I romanzi di avventura contengono spesso trame articolate e colme di colpi di scena per entusiasmare il lettore.

Al fine di ricordare gli eventi già scritti e tenere a mente le caratteristiche dei personaggi, del luogo e dell’epoca nella quale è ambientata la storia, uno schema è ciò che fa al caso nostro. Pulito, semplice e comprensibile, che ritragga i concetti basilari da rammentare durante la stesura.

  • Aumenta la verosimiglianza per incentivare l’immedesimazione

Quando un lettore si trova davanti alle gesta epiche di eroi e paladini della giustizia, non tende ad immedesimarsi fin da subito con essi.

Fa sì dunque che i tuoi personaggi siano realistici e verosimili; forti e coraggiosi, molto intelligenti magari, ma pur sempre umani e dunque corredati da debolezze e difetti.

Ciò vale anche per la trama.

L’avventura deve essere realistica per favorire l’identificazione del lettore con i personaggi. È necessario quindi che sia presente una coerenza interna che renda i fatti credibili da un certo punto di vista. Fuori dal comune, sì, ma non campati per aria.

Ogni azione deve avere un buon movente dietro ad essa o una spiegazione di sorta.

Per intenderci: perché tutto quadri nel modo giusto è utile progettare una struttura realistica, che sorregga la storia di fantasia creata.

  • Descrivi luoghi selvaggi e culture alternative

Visto che frequentemente il romanzo d’avventura si basa su un viaggio, sarà opportuno collocare la destinazione dei protagonisti in un luogo ricco di fascino, inventato o realmente esistente. Largo quindi a foreste sterminate, isole disperse nel pacifico, vette inarrivabili e grandi colli verdeggianti.

Dovremo descriverlo in tutta la sua maestosità selvaggia, spendendo qualche parola anche sugli usi e le tradizioni dei popoli che lo abitano. Imparare cose nuove è sempre appassionante!

  • Mozza il fiato fino al gran finale

Nei romanzi d‘avventura l’azione e la suspense sono preponderanti.

Il pubblico deve pendere dalle labbra dell’autore ed essere rapito dal romanzo, affascinato dai colpi di scena e dalle situazioni improbabili e avventurose.

Tutta la tensione e le vicende al cardiopalma devono poi esser conciliate in un buon finale, che lasci il lettore soddisfatto ed ancora eccitato per quanto ha esperito.

Il pericolo ed il rischio suscitano forti emozioni e la raffigurazione di luoghi lontani e sconosciuti, intrisi di misteri irrisolti, sono fattori che stimolano la creatività di chi legge.

  • Sii incalzante e originale

Gli avvenimenti devono seguire una sorta di crescendo, per non annoiare il lettore e spingerlo a volerne sempre di più.

Ogni traguardo raggiunto dai protagonisti dovrà essere più epico del precedente, suscitando così la volontà di proseguire, ogni climax essere sempre più forte.

  • Non dimenticarti mai dell’originalità

I romanzi di avventura seguono un po’ tutti lo stesso schema narrativo, scadendo a volte nei tipici cliché del genere.

È proprio per questo che dobbiamo rendere il nostro libro appetibile per il lettore, rinnovando luoghi e situazioni ed inventando storie originali e diverse.

Se stai con me ora ti illustro 6 passi immancabili per scrivere il tuo romanzo d’avventura!

I 6 step del romanzo d’avventura “tipo”

Vediamo insieme quali sono i passi da seguire per poter scrivere un romanzo d’avventura efficace e fantasioso, che venga apprezzato dal pubblico e, chissà, magari anche dalla critica.

Step 1: conosciamo i protagonisti

La prima cosa da fare è presentare i personaggi principali.

Mettiamo che il protagonista del nostro romanzo si chiami Alessandro e che sia un ricercatore universitario. Nella sua tesi di dottorato Alessandro discute dell’esistenza dubbia di una civiltà antichissima, gli Arguyi, che ha lasciato in eredità a chi fosse abbastanza furbo da svelare alcuni micidiali indovinelli un ricco tesoro.

A questo punto il nostro personaggio ha preso forma ed è stata fatta una premessa riguardo l’avventura che si svolgerà nei capitoli a venire.

Step 2: l’evento scatenante

Alessandro è convocato dal rettore del Dipartimento di Storia dove insegna. Gli viene comunicato che il suo posto di lavoro è a rischio!

Molti infatti lo considerano un fallito che vive tra le nuvole e non svolge bene il suo dovere.

Decide dunque, per riscattare il suo nome e continuare a svolgere i suoi studi, di mettersi sulle tracce dell’antico popolo, seguendo le informazioni di cui dispone grazie ad un vecchio manuale del nonno, storico anche lui.

Step 3: in partenza!

Alessandro parte a bordo di un piccolo aereo privato insieme alla sua scorta personale: Angela e Luca, due studenti del corso di storia che tiene all’università, molto affezionati a lui, gli siedono accanto durante il volo turbolento. Accanto al pilota invece c’è il bidello Mario, amante dell’avventura e in cerca di una svolta nella boriosa vita quotidiana.

All’inizio le ricerche hanno esiti negativi; non sembrano esserci prove concrete, oltre il libro che possiede, per segnalare l’esistenza della mitica razza estinta.

Nelle loro peregrinazioni inoltre i personaggi vengono messi a dura prova dal clima incostante della foresta amazzonica nella quale si sono recati, per non parlare delle tribù nomadi che li continuano a seguire fra gli alberi e a tendere loro agguati.

Step 4: ecco il cattivo!

Purtroppo, sulle tracce del popolo Arguyi non ci sono solo Alessandro e i suoi amici. Un’organizzazione criminale vuole accaparrarsi i gioielli segreti della stirpe, nascosti nel bel mezzo della giungla. La banda dei nostri verrà tormentata dai criminali, che vogliono sfruttare la sapienza antica a scopo di lucro.

Step 5: Eureka!

I nostri eroi sono ad una svolta: braccati dagli inseguitori, scovano un tempio in rovina nascosto in una grotta, con le pareti ramificate da strani geroglifici misteriosi.

Stanno per risolvere gli enigmi scritti sulla pietra, ma…

Colpo di scena!

Arrivano i cattivi ed imprigionano Alessandro e i suoi, usando le loro conoscenze per riuscire ad addentrarsi all’interno delle macerie.

Secondo colpo di scena!

Angela è la figlia del boss della banda criminale. È infatti una spia infiltrata all’interno dell’università per carpire informazioni utili riguardo gli Arguyi. Alessandro infatti è uno dei pochi ad essere esperto del popolo grazie alle fonti del nonno. È lei che ha rivelato la loro posizione per tutto il tempo.

Step 6: un lieto fine avventuroso

Quando ogni cosa sembra perduta Angela, pentitasi, libera Alessandro e gli altri.

Grazie alle iscrizioni decifrate, il ricercatore riesce a far scattare una trappola che segrega il cattivo e i suoi scagnozzi all’interno della grotta.

Mentre se la danno a gambe, Alessandro non può far a meno di dispiacersi per ciò che è accaduto. Non potrà mai dimostrare l’esistenza degli indù e del loro tesoro, ma…

Terzo colpo di scena!

Mario è riuscito a trafugare dal tempio, prima che l’apertura crollasse per sempre, una moneta azzurra di un qualche materiale sconosciuto. Il lavoro di Alessandro è salvo e riceve la fiducia che merita dai suoi colleghi e dalla stampa, i due studenti si accorgono di essersi innamorati dopo tutte quelle peripezie e Mario adesso sa cosa vuole dalla vita: viaggiare! Che sia lui il protagonista del nostro prossimo romanzo?

Qualche idea

Avete bisogno di ispirazione per mettervi all’opera? Leggere è sempre una buona idea.

È un’attività piacevole e rilassante, nonché ottimo antidoto per far partire l’immaginazione e trovare buoni spunti per il libro che vi accingete a scrivere o a curare il blocco dello scrittore.

Ecco quindi alcuni titoli interessanti per distrarvi qualche ora e mettere in moto la creatività del bambino celato dentro ognuno di noi.

Per scrivere d’avventura infatti dobbiamo scatenare la fantasia, per suscitare emozioni e meraviglia.

L’isola del Tesoro – Robert Louis Stevenson

l'isola del tesoro

L’intramontabile opera di Stevenson cattura sempre l’attenzione di grandi e piccini!

La storia parla di Jim Hawkins, giovane curioso che si ritrova coinvolto nella ricerca di un tesoro favoloso a bordo di un vascello popolato da bucanieri di ogni sorta.

Per un caso fortuito, il destino vuole che sia in possesso della mappa che conduce al tesoro del Capitano Flint, nascosto chissà dove tra le palme di un’isola misteriosa.

Giro del mondo in 80 giorni – Jules Verne

Giro del mondo in 80 giorni

Phileas Fogg è un gentlemen ricco e bizzarro che un giorno, scommettendo con i soci del club a cui si reca quotidianamente, afferma che riuscirà a compiere il giro del mondo in soli ottanta giorni. Partito dunque con il suo servitore Passepartout da Londra, si lancia all’avventura per terra e per mare, in una lotta contro il tempo e non solo, per tentare di rientrare in patria secondo gli accordi premeditati e vincere la cospicua somma in palio.

Il destino del leone – Wilbur Smith

Il destino del leone

In questo avventuroso romanzo ambientato in Sud Africa vengono narrate le vicende della famiglia Courtney, approfondite poi negli altri libri di questa saga. Sean è un ragazzo sveglio e colpito più volte dalla sfortuna: dall’incidente nel quale rende zoppo il fratello alla storia d’amore andata male con Anna, alla cacciata dalla sua famiglia.

In compagnia delle popolazioni autoctone della torrida e spietata Africa, Sean parte alla ricerca di fortuna con l’amico Duff, ma la vita ha in serbo per lui ancora molte sorprese…E non tutte saranno piacevoli.

Considerazioni finali sul romanzo d’avventura

conclusioni sul romanzo d'avventur

Il romanzo di avventura ci permette di viaggiare con la mente, visitando luoghi sconosciuti e selvaggi, sognando ad occhi aperti.

Leggendo, esperiremo emozioni che nella vita quotidiana percepiamo in minime parti o proprio per nulla, ammesso che il nostro lavoro non sia cacciare leoni nella savana o che si parta ogni giorno all’esplorazione.

Immergersi fra le pagine di un libro di questo tipo dunque è un’opportunità per divagare e accantonare le ansie e i problemi reali. Vivendo le vicende che i personaggi fronteggiano, provando le sensazioni veicolateci dalla scrittura, ci sentiamo i protagonisti della storia!

Quando si scrive un’opera del genere si deve catturare il lettore pagina dopo pagina e donargli un’avventura personale, avvincente e che lo appassioni.

Entusiasmare mediante le parole è una vera e propria arte ed è ancora più bello farlo se il pubblico ne trae gioia e intrattenimento.

Coraggio dunque, cappello da cowboy e in sella! È l’ora di partire all’avventura!

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