Definizione

Realismo magico. Questa definizione, sicuramente già incontrata dagli amatori della cultura ispano-americana, venne forgiata dal critico tedesco Franz Roh, fotografo e appassionato d’arte, negli anni ’20. L’artista l’adoperò per riferirsi alla versione atipica e curiosa del realismo pittorico post-espressionista, sviluppatosi in Germania nel dopo guerra in centri urbani come Monaco di Baviera e Karlsrhue per mano di personalità quali Georg Schrimpf o Alexander Kanoldt. Con il passare degli anni però il “Magischer Realismus” avanzò come fuoco, scardinandosi dal movimento artistico e fagocitando quasi completamente la branca della letteratura americana di lingua spagnola.

Cos’è il realismo magico

Si può dire dunque che il Realismo Magico si dipanò profilando due diverse fasi: difatti, come è stato già accennato, all’inizio degli anni ’20 l’espressione era utilizzata per riferirsi alla pittura europea. Il conflitto internazionale, con le violenze e le tragedie che si portò dietro, aveva cambiato la mentalità del popolo che, traumatizzato, aveva sfogato il proprio bisogno di evasione, disseminando la quotidianità di caratteri magici e incantevoli. In un secondo momento, precisamente intorno agli anni ’60 e in prevalenza in America Latina, i tratti distintivi della corrente post-espressionista permearono l’ambito narrativo, venendo adottati da molteplici autori che volessero scrivere un libro pervaso da un’atmosfera incantata. Indubbiamente i due fenomeni sopracitati hanno radice comune ma, nonostante si adoperi la definizione per indicare entrambi, è percepibile il fatto che riguardino ambiti differenti in senso diacronico, geografico ed in primis generico.

Il “Realismo Magico”, come si può comprendere analizzando il significato dei termini che compongono il lessema, è una poetica che unisce in sé soggetti magici, elementi surrealisti e un’accurata rappresentazione realista del mondo che ci circonda. L’obiettivo fondamentale di questo filone artistico-letterario è infatti illustrare la realtà attentamente e con precisione, portando in primo piano anche i dettagli all’apparenza irrilevanti, per poi generare nel lettore un effetto di “straniamento” tramite l’esibizione di elementi magici raccontati con altrettanta minuziosità in modo realistico, proprio come fossero normalissimi da ritrovare nell’esistente. Esperendo tali dinamiche, anche inconsapevolmente, durante la lettura di un testo che è possibile inquadrare in questa corrente, si rimane affascinati e un po’ sorpresi. Questo perché le tematiche sovrannaturali e assurde sono esposte con innocente sincerità, come se gli eventi fossero tranquillamente classificabili nella norma. Una volta che si penetra nella struttura narrativa, ci si abitua a questi fenomeni insoliti e pian piano, grazie ai crescenti particolari realistici e accurati disseminati dall’autore fra le pagine. L’impossibile diviene reale, e le anomalie presentate assumono una nuova luce, caricandosi di energia magica e appena palpabile che cattura il lettore con la sua malia.

Lo sviluppo del realismo magico

Il Realismo Magico si sviluppa principalmente durante la Seconda guerra Mondiale, complice il clima di sfiducia e sconforto provato verso il presente, funestato dalle violenze del conflitto internazionale. Una volta terminata la guerra, le ferite inflitte al fisico e alla mente delle genti si concretizzarono in traumi profondi. Vista l’agghiacciante situazione in cui era coinvolta l’umanità, si iniziò a perdere credibilità nel corso degli eventi; la vita di tutti i giorni viene rinarrata, con il tentativo di conferirle una rinnovata fiducia. Gli autori considerati “post-coloniali” utilizzano questa tecnica per trattare le vicende storiche con gli occhi dei popoli colonizzati, invertendo la consuetudine di assumere il punto di vista dei colonizzatori.

Cosa pensa la critica letteraria

Nel mondo della critica sono presenti personalità che non hanno annoverato il Realismo Magico nelle vere e proprie correnti letterarie, inquadrando questo stile scrittorio nell’ampio contesto del Postmodernismo; altri ancora la considerano come un “prolungamento” del movimento surrealista, ma c’è anche chi lo collega al genere fantasy.

In realtà, il genere fantasy e i racconti Sci-fi sono soliti illustrare un’utopia o distopia caratterizzata da aspetti e leggi proprie, oppure prendono come punto di partenza il nostro mondo arricchendo di elementi estranei e sviluppati, come una tecnologia innovativa.

Rispetto ai surrealisti, gli esponenti del Realismo Magico non tentano di spiegare ciò che esula dalla normalità o scavalca i limiti del comprensibile. Essi infatti parlano di un mondo concreto e reale, che consta però di elementi meravigliosi e intrisi di fantasia. Questi aspetti, che cozzano piacevolmente con la quotidianità che tutti noi conosciamo, sono numerosi all’interno dei romanzi che potremmo inserire a pieno titolo nel realismo magico.

Elementi del realismo magico

Il realismo magico è solito essere caratterizzato dalla presenza di elementi magici e sovrannaturali, che sfiorano il paranormale. Queste tematiche non sono sempre descritte e spiegate a fondo, e tutto rimane avvolto da un velo di mistero.

Possiamo riassumere gli elementi del realismo magico in:

  • I personaggi accettano come “normali” i fenomeni sovrannaturali, i protagonisti non questionano la logica degli elementi magici.
  • Uso ricchissimo di dettagli sensoriali.
  • Sono presenti distorsioni temporali, che sconvolgono la linea narrativa tramite inversioni e manifestazioni di ciclicità.
  • Ci si può imbattere nella completa assenza di temporalità nelle vicende ( comporta una narrazione che galleggia sospesa in una dimensione “altra”.)
  • Uso della tecnica narrativa del collasso temporale (il presente si ripete o richiama con echi un passato non del tutto sepolto).
  • Inversione nella catena causa – effetto
  • I personaggi sottoposti a questo fenomeno percepiscono la sofferenza o il dolore prima che si abbatta su di loro una sciagura.
  • Presenza di connotazioni spirituali.

Romanzi del realismo magico

I seguenti otto romanzi rientrano nella corrente letteraria del realismo magico, condividendo fra loro alcuni degli aspetti prima elencati:

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, Luis Sepúlveda:

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, Luis Sepúlveda

Questa è la toccante storia di un anziano colono bianco e delle sue avventure passate, raccontate con saggezza e un pizzico di magia. Il protagonista, Antonio, ha vissuto per un lungo periodo della sua vita al fianco degli Indios Shuar, tribù amazzonica che gli insegna ad interagire in intimità con la foresta e iniziandolo alla loro affascinante cultura.

Dona Flor e i suoi due mariti, Jorge Amado:

Dona Flor, vedova del primo amatissimo marito, ricorda la loro storia insieme, che continua ben oltre la morte di Valdinho. Infatti, dopo il suo secondo matrimonio che le concede la tranquillità persa da molto tempo, lo spirito dell’uomo non la lascia mai, accompagnandola nella sua nuova vita con la sua presenza ancestrale.

L’amante Fedele, Massimo Bontempelli:

L’amante Fedele, Massimo Bontempelli

In questi racconti l’autore esprime la sua opinione riguardo l’arte del Novecento, in grado di far trapelare dal quotidiano l’avventuroso miracolo di ogni giorno mediante l’espressione dell’immaginazione più colorata. Sfruttando la capacità di guardare al mondo con innocenza, si potrebbe accedere così ad un legame di piena comprensione istintiva con ciò che ci circonda.

Rayuela, Cortazar:

Rayuela, Cortazar

Il protagonista, Horacio Oliveira, conduce un’esistenza rocambolesca fatta di viaggi e riflessioni, proteso verso l’acquisizione di una vita vera. Sogna di poter raggiungere “la Maga” Lucia, colei che racchiude in sé ogni mistero, compreso come vivere felice.

La casa degli spiriti, Isabel Allende: 

La casa degli spiriti, Isabel Allende

In una delle saghe familiari più apprezzate di sempre viene riflesso il destino del popolo cileno, illustrato con commozione e sensibilità dalle parole delle donne True a-Del Valle.

Cent’anni di solitudine, Gabriel Garcia Marquez:

Cent’anni di solitudine, Gabriel Garcia Marquez

I Buendìa e la cittadina di Macondo sono i protagonisti indiscussi di questa appassionante e ricca narrazione, che vede succedersi generazioni in una narrazione che spesso anticipa gli avvenimenti, molti dei quali tragici, che i personaggi dovranno affrontare.

Dolce come il cioccolato, Laura Esquivel:

Dolce come il cioccolato, Esquivel

Questa tragica storia ha per protagonista la giovane Tita, costretta a rinunciare all’uomo di cui è innamorata  per accudire la madre, proprio come tradizione vuole. Il posto accanto all’amato, che non potrà mai essere suo, verrà occupato dalla sorella…

I figli della mezzanotte”, Salman Rushdie:

I figli della mezzanotte, Salman Rushdie

Vengono qui narrate dal protagonista in punto di morte le vicende di mille bambini nati lo stesso anno, lo stesso giorno, la stessa magica ora: mezzanotte. Proprio quando l’India proclama la sua indipendenza dall’Impero britannico. I piccoli non diverranno persone comuni, infatti sono tutti curiosamente dotati dei più svariati poteri sovrannaturali.

L’una di Ferragosto, Michele Renzullo:

L’una di Ferragosto, Michele Renzullo

 

Questo romanzo è metafora della ricerca di se stessi, portata avanti da Patrik, ingegnere finlandese nella cui vita, dedita alla carriera e a fianco di una donna con cui spesso è in conflitto, qualcosa si è inesorabilmente inceppato. La sua storia è accompagnata da quella di una famiglia brasiliana, intrisa della religione afro-brasiliana Candomblé, che sembra molto distante dal giovane per spazio e tempo, ma che risulta più vicina di quanto ci si possa aspettare…

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