In romanzi e racconti, una storia può essere raccontata da diversi punti di vista.

Tra tutti i tipi di narratore, oggi ci concentriamo sul narratore onnisciente, aiutandoci con qualche esempio.

Quando scrivi un libro, magari con la speranza di pubblicarlo, devi aver chiaro quale tipo di narratore scegliere per raccontare la tua storia. È un punto di partenza fondamentale. Nel caso tu abbia deciso di ricorrere al narratore onnisciente, sono qui per chiarire ogni tuo dubbio a riguardo. Cominciamo!

Il significato della definizione “narratore onnisciente”

Cos’è un narratore onnisciente? La risposta è presto detta.

Si tratta di un narratore che conosce tutto della storia che racconta, dei personaggi e delle dinamiche che vi si svolgono. E fin qui, tutto bene.

Tuttavia, introducendo il concetto di focalizzazione, la faccenda si complica.

Nel caso te lo stia chiedendo, la focalizzazione è il punto di vista dal quale si presentano i fatti e ce ne sono principalmente tre: zero, interna ed esterna. Ma cosa c’entra tutto questo con il narratore onnisciente?

Non preoccuparti. Adesso facciamo chiarezza.

Come capire se un narratore è onnisciente?

Innanzitutto, partiamo dalle basi. Abbiamo visto cosa significa narratore onnisciente; ma come faccio a capire quando mi ci imbatto? Basta porsi alcune semplici domande.

  • Il narratore sa come va a finire la storia?
  • È a conoscenza di tutto ciò che accade?
  • Sa perché i personaggi agiscono in un certo modo?

Se puoi rispondere a questi quesiti in modo affermativo, allora sei in presenza di un narratore onnisciente. Se, invece, ti trovi nel dubbio, niente paura.

Ci sono una serie di trucchi con cui scoprire lo status del narratore.

Ad esempio, il narratore onnisciente semina nel suo racconto frasi come queste:

“Giovanni non aveva idea che quella fosse l’ultima volta che vedeva Matteo”.

“A Pescia, il cielo era ancora terso. La tempesta era ancora lontana…”

“E quella notte, nacque il primo dei figli di Maria”.

Il narratore non direbbe certe cose, se non fosse al corrente di tutta la storia. Sta così infatti anticipando qualcosa che succederà in seguito. Cioè che, magari, il povero Matteo verrà assassinato dall’amante di sua moglie, pazzo di gelosia. Oppure, che la tempesta si abbatterà su Pescia con violenza inaudita all’ora di pranzo. Ancora, che Maria avrà, in tutto, dieci figli!

Altri indizi di narratore onnisciente sono i seguenti:

  • quando un narratore assume la prospettiva di personaggi differenti.
  • quando la voce del narratore mantiene sempre lo stesso tono, senza cambiare linguaggio adattandosi ai personaggi.

La focalizzazione zero

focalizzazione zero

Un romanzo con narratore onnisciente ha spesso focalizzazione zero. In questo caso, il narratore è esterno alla storia e osserva gli avvenimenti dall’alto.

Immaginalo come una sorta di divinità, che guarda dalla sua nuvola le vicende umane che si svolgono sulla terra. Conosce la storia dall’inizio alla fine, entra dentro la mente dei personaggi e legge i loro pensieri, è al corrente delle motivazioni che li guidano…

Esatto, quando dico che il narratore onnisciente sa tutto, intendo proprio tutto.  

E ci tiene anche a dire la sua. Già, perchè il narratore a focalizzazione zero commenta le azioni dei personaggi ed esprime giudizi su quel che accade. Si rivolge ai lettori e scherza addirittura con loro.

“Pensino ora i miei venticinque lettori che impressione dovesse fare sull’animo del poveretto, quello che s’è raccontato. Lo spavento di que’ visacci e di quelle parolacce, la minaccia d’un signore noto per non minacciare invano… Tutti questi pensieri ronzavano tumultuariamente nel capo basso di don Abbondio”.

Manzoni, nei suoi Promessi sposi, intraprende una sorta di dialogo con i lettori, spendendosi in commenti ironici e dando spunti di riflessione.

Il narratore onnisciente eterodiegetico

Un narratore eterodiegetico è esterno alla storia. Dunque, non si tratta né del protagonista né di un personaggio secondario coinvolto in quanto accade. È, piuttosto, spettatore delle vicende che racconta, spesso in terza persona. Come si lega tutto questo al concetto di narratore onnisciente? Be’, perché di solito il concetto di narratore eterodiegetico e quello di onnisciente coincidono.

Un esempio molto famoso di narratore onnisciente eterodiegetico si trova in Guerra e pace di Tolstoj. Qui il narratore conosce già l’esito degli eventi narrati e come questi vengono vissuti dai vari personaggi. Ancora, diversi libri di Jane Austen ricorrono a narratori onniscienti eterodiegetici, esterni alla storia ma consapevoli dei pensieri dei protagonisti.

E il narratore omodiegetico?

il nome della rosa

I casi in cui il narratore onnisciente è anche omodiegetico sono piuttosto rari.

Innanzitutto, chiariamo cosa significa omodiegetico à il narratore è interno alle vicende narrate. Può essere uno dei protagonisti o uno dei personaggi principali.

Essendo interno alla storia, la sua prospettiva dovrebbe essere circoscritta a ciò che vive o pensa lui, no?

Di norma, infatti, i narratori interni hanno un punto di vista limitato. Esistono però alcune eccezioni, in cui il narratore omodiegetico è anche onnisciente. Un esempio è presente ne Il nome della rosa di Umberto Eco, in cui il narratore Adso de Melk è omodiegetico e onnisciente. Nel romanzo, racconta a posteriori vicende accadute quando era giovane, conoscendone già lo svolgimento e gli esiti.

 

Il narratore onnisciente: qualche altro esempio

Esistono un gran numero di classici con narratore onnisciente. Infatti, durante l’Ottocento, spopolavano narratori che mescolavano nella storia le vicende dei personaggi e il loro personale pensiero. Come non pensare ai già citati Promessi sposi di Manzoni?

Egli, narratore onnisciente, palesa la sua presenza in innumerevoli modi:

  • con commenti espliciti
  • aggettivi e vezzeggiativi: “il nostro povero montanaro…; la sventurata rispose…”
  • illustrazioni del carattere dei personaggi
  • spiegazioni di chi fa cosa e perché
  • informazioni sul costume dell’epoca

Le correzioni, di Jonathan Franzen,

Sei alla ricerca di un narratore onnisciente più moderno? C’è Ken Follet, ad esempio, con I pilastri della terra. Il narratore qui assume inoltre i vari punti di vista dei personaggi, narrando in terza persona. Ancora, in Le correzioni, di Jonathan Franzen, si è in presenza di un narratore onnisciente. Si comprende da numerosi passaggi, come il seguente:  

“Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso dalla prateria. Qualcosa di terribile stava per accadere, lo si sentiva nell’aria. Il sole era basso nel cielo, una stella minore, un astro morente. Raffiche su raffiche di entropia. Alberi irrequieti, temperature in diminuzione, l’intera religione settentrionale delle cose era giunta al termine…”

Dunque, eccoci alla conclusione della nostra disamina.

Ora sai anche tu cosa è un narratore onnisciente. Sperimenta questa tecnica, variando la focalizzazione e mettendoti alla prova. Se hai ancora qulche dubbio non perdere le mie lezioni gratuite di scrittura creativa. Lascia la tua email.

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