COSA TROVERI IN QUESTO ARTICOLO
In scrittura creativa, i puntini di sospensione o puntini sospensivi sono molto efficaci. Oggi scopriamo quando usare i puntini di sospensione, come evitare errori comuni quando si utilizzano e come sfruttarli per modellare il tuo stile e creare effetti suggestivi.
Quali sono le regole essenziali dei puntini di sospensione
Per capire come usare i puntini di sospensione ci sono alcune regole di punteggiatura da sapere. È bene conoscerle, in modo da non impazzire durante la correzione di bozze e l’editing.
- Si usano solo tre punti di sospensione. Non è che aggiungendone altri si accresce la potenza di questo mezzo espressivo.
- I punti sospensivi si attaccano alla parola che li precede, mentre dopo va messo uno spazio.
Così in: “Stavo pensando che… è davvero assurdo che vi siate lasciati”.
Se, invece, i puntini sospensivi sono seguiti da segni di chiusura come:
– parentesi chiusa;
– virgolette di chiusura;
– punto esclamativo/interrogativo;
allora non c’è bisogno dello spazio tra puntini e segno: “Non ci posso credere…!” - Non vanno mai inseriti tre puntini di sospensione dopo un punto interrogativo o esclamativo (mentre possono usarsi all’interno di una frase interrogativa o esclamativa).
- Se i puntini di sospensione concludono una frase, quella che viene dopo ha la maiuscola. Se la frase continua, allora serve la minuscola.
- Dopo i tre puntini sospensivi, non si usano altri segni di punteggiatura come virgola, punto e virgola, due punti.



Corso gratuito di scrittura creativa
Lascia la tua email
Grazie
👉Controlla subito la tua email
Importante! Anche le cartelle Spam e Promozioni.
Inserisci il mio indirizzo email nella tua rubrica: michele@scrituracreativa.org
A cosa servono i puntini di sospensione in scrittura creativa (e qualche esempio)
I puntini di sospensione nel testo segnalano una pausa, un’esitazione o un’interruzione nel dialogo. Possono indicare l’imbarazzo che fa procedere a stento in un discorso. Ancora, alludere a qualcosa di non detto. Riassumendo, l’uso dei puntini di sospensione in narrativa serve per:
- suggerire una frase non finita o un pensiero troncato: “Se solo l’avessi chiamato prima…”
- creare atmosfera, atmosfera, inquietudie: “All’improvviso, ho sentito un rumore in cantina…”
- riflettere stati d’animo come un’indecisione o una profonda emozione.
- esprimere meraviglia in senso positivo, turbamento in senso negativo: “È assurdo… Non posso crederci”
- gestire il ritmo della narrazione. Rallentare nel dialogo, enfatizzare una pausa, creare un momento di riflessione per il lettore.
- invitare il lettore a riempire il vuoto. Si crea un coinvolgimento attivo, per cui il pubblico colma il silenzio espresso dai puntini interpretandolo.
- indicare l’omissione di parole o frasi in una citazione o in un elenco. Questo utilizzo può far comodo a chi scrive saggi o biografie, che riportano parti di discorsi e testimonianze anche piuttosto lunghe: “Nel mezzo del cammin… oscura”.
- creare un effetto di silenzio o di tempo che passa: “I giorni si trasformarono in mesi… Si persero di vista”.
- alludere a qualcosa di implicito o sottinteso: “Sai, quel tipo strano, quello che… Dai, hai capito“.
- evitare di inserire nel testo parolacce e simili: “Ho detto che non devi rompere il c…”
- dare l’idea di un discorso che ne riprende uno precedente: “… Ho finito di arrabbiarmi con lui, insomma”.
- preparare a una battuta divertente, un doppio senso o un gioco di parole: “Il ministro ha annunciato tagli alla spesa pubblica… Niente, da ora in poi si starà a dieta!”
- emulare il parlato: “Sai… ecco, non sono così sicuro… Vedremo!”



Esempi di frasi con puntini di sospensione
Qui, ti fornisco qualche esempio di frasi con puntini di sospensione, in modo che tu possa vedere messe in pratica le regole di cui parlavamo.
Puntini di sospensione e altri segni di punteggiatura
- Puntini e maiuscola/minuscola successiva: come già visto, se i puntini sospensivi chiudono la frase, segue la maiuscola. Se la frase continua, serve la minuscola.
- Puntini e virgola/punto e virgola/due punti: non si usano insieme, di solito. I puntini assorbono il significato della pausa.
- Puntini e punto interrogativo/esclamativo: il segno interrogativo o esclamativo non si usano attaccati ai puntini. Tuttavia, possono esserci dentro la frase (es. “Dove… dove sei stato?”).
Puntini di sospensione e come non abusarne
In scrittura creativa, i puntini sospensivi sono grandi alleati nell’arte del non detto. Raffinano il tuo stile e conferiscono significato ai dialoghi nel testo. Possono, però, diventare facilmente un limite. Come far sì che questo non accada?
- Evitare l’uso eccessivo. Troppi puntini rendono il testo lento e fiacco. Immagina un brano dove non si conclude una frase senza millemila puntini tra una parola e l’altra. La loro efficacia è depotenziata.
- Non confondere uno strumento con la soluzione che cerchi. Se non sai cosa far dire ai tuoi personaggi durante un dialogo, affidarti ai puntini sospensivi per colmare i vuoti è un errore.
- Alternare con altri segni di punteggiatura. In base alla circostanza, servono determinati segni di punteggiatura. Sostituisci i puntini in eccesso con virgole, punti e a capo ed espressioni esplicite.
Se hai intenzione di scrivere un libro e vuoi creare personaggi efficaci e realistici, è importante conoscere le regole di utilizzo e gli effetti dei puntini di sospensione. Spesso, la caratterizzazione dei personaggi passa per il loro modo di esprimersi. Grazie ai puntini sospensivi, puoi far comprendere molto dei tuoi beniamini. A volte, tacere è più esplicativo che colmare i dialoghi di discorsi riempitivi e poco stimolanti. I puntini di sospensione possono veramente fare la differenza.
Ecco uno schema riepilogativo in pdf delle funzioni dei puntini di sospensione e delle regole per usarli. E se vuoi saperne di più in merito a come scrivere un romanzo, iscriviti gratuitamente al mio corso di scrittura creativa.


Corso gratuito di scrittura creativa
Lascia la tua email
Grazie
👉Controlla subito la tua email
Importante! Anche le cartelle Spam e Promozioni.
Inserisci il mio indirizzo email nella tua rubrica: michele@scrituracreativa.org
