Per San Valentino lasciatevi ispirare

Chi l’ha detto che per essere romantici e scrivere frasi d’amore, magari anche per celebrare una festività come quella di San Valentino, bisogna essere stucchevoli e sdolcinati?

Le descrizioni d’amore non sono un attributo solo della letteratura di genere, in particolare del romanzo rosa, tutt’altro.

Scrittori eccellenti ce ne dimostrano il contrario.

E per comporre un pensiero originale e passionale per la tua amata, non hai certo bisogno di ricorrere a un ghost-writer.

Le frasi che mi hanno particolarmente colpito, infatti, appartengono ad autori, chi più chi meno contemporaneo,  considerati dei classici.

Ecco le mie – personalissime – preferenze.

E per San Valentino, lasciatevi ispirare.

 

Rayuela, Cortazar

Tocco la tua bocca, con un dito tocco tutto l’orlo della tua bocca, la sto disegnando come se uscisse dalle mie mani, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, ogni volta faccio nascere la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna in volto, una bocca scelta fra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo volto, e che per un caso che non cerco di capire coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti disegna.

 

 It, Stephenk King

Forse fu l’ecchimosi a guidarlo verso la possibilità della sua bellezza, quel contrasto così preciso, una stonatura che prima richiama l’attenzione e poi fa da punto di riferimento per giudicare tutto il resto: gli occhi grigio-blu, il rosso naturale delle labbra, l’immacolato biancore della sua pelle infantile. Aveva una spruzzatina di minuscole lentiggini a cavallo del naso.

 

Lolita, Nabokov

Non posso fare a meno di pensare che nell’amore ci sia qualcosa di essenzialmente sbagliato. Tra amici si litiga o ci si perde di vista, e anche tra parenti stretti, ma non c’è questo spasimo, questo pathos, questa fatalità che sta attaccata all’amore. L’amicizia non ha mai l’aspetto della condanna. Perché dunque l’amore è così misteriosamente esclusivo? Si possono avere mille amici, ma si deve amare una sola persona.

Un amante, Yehoshua

Che scandalo… Se potessi moire… Comincio a chinarmi su di lei, non riesco a trattenermi, mi si velano gli occhi – ho voglia di mordere, di baciare, di piangere. […] Chiudo gli occhi. Non devo toccarla. Comincio a sudare, stringo i pugni, sento un dolore tagliente che mi trafigge. Un torrente di sperma m’inonda tutto, come da una ferita, senza che l’abbia toccata, senza che mi sia toccato – da me e per me, in silenzio, senza che possa fermarlo. E la morte se ne va.

 

Un amore, Buzzati

Pensò alla finestra solitaria illuminata nella sera d’inverno, alla spiaggia sotto le rocce bianche nella gloria del sole, al vicolo inquietante e sghembo nel cuore della vecchia città, alle terrazze del grand hotel nella notte di gala, ai fienili, al lume della luna, pensò alle piste di neve nel mezzogiorno di aprile, alla scia del candido transatlantico illuminato a festa, ai cimiteri di montagna, alle biblioteche, ai caminetti accesi, ai palcoscenici dei teatri deserti, al Natale, al barlume dell’alba. Dovunque c’era nascosto il pensiero inconfessato di lei, anche se non sapevamo neppure chi fosse.

 

Dona Flor e i suoi due mariti, Amado

Senza di lui non sa vivere, non può vivere. Come abituarsi, se diversa è perfino la luce del giorno, coperta di cenere, in un crepuscolo metallico dove vivi e morti si confondono negli stessi ricordi?

[…] Non questo vivere, in un tempo grigio di disgusto, non questo vegetare in un asfissiante pantano di fango, questa sua vita senza Vadinho. Come uscire da quest’ovulo di morte, come attraversare la porta stretta di questo tempo nudo? Senza di lui non sa vivere.

 

La Nausea, Sartre

Fintanto che ci siamo amati non abbiamo permesso che il più infimo dei nostri istanti, la nostra più piccola pena si distaccasse da noi e restasse indietro. I suoni, gli odori, le sfumature della luce, perfino i pensieri che non si dicevano, tutto, portavamo con noi e restava vivo: non avevamo mai cessato di gioirne e di soffrirne al presente. Non un ricordo; un amore implacabile e torrido, senza ombre, senza scampo, senza rifugio. Tre anni in un solo presente. […] E poi, quando Anny m’ha lasciato, di colpo, in un sol blocco, i tre anni sono sprofondati nel passato.

 

Espiazione, McEwan

Robbie e Cecilia si trovavano al di là del presente, fuori dal tempo, privi di ricordi e di futuro. Restava soltanto il brivido crescente della dimenticanza, e il suono di stoffa contro stoffa, e pelle contro stoffa, mentre le loro membra si cercavano nell’inquietudine sensuale di quella lotta. Lui aveva scarsa esperienza in materia e sapeva solo per sentito dire che sdraiarsi non era necessario. Quanto a lei, se si escludono tutti i film che aveva visto e i romanzi e le poesie che aveva letto, non aveva esperienza alcuna. A dispetto di tante limitazioni, non li sorprese scoprire la chiarezza con la quale riconoscevano i propri bisogni. Si stavano baciando di nuovo e le braccia di lei gli serravano la testa. Gli leccava un orecchio, gliene mordeva il lobo. A lungo andare quei morsi lo eccitarono di rabbia, lo incitarono.

Share This