Cosa sono fabula e intreccio?
La fabula è la successione cronologica degli eventi di una storia. L’intreccio, invece, è l’ordine in cui gli eventi vengono presentati al lettore.
Sono due modalità di narrazione rilevate dagli esponenti del formalismo russo. Ne parla l’autore del saggio Morfologia della fiaba, Vladimir Propp, e sono riscontrabili in romanzi appartenenti a ogni genere letterario.
Ci sono grandi differenze fra fabula e intreccio e ogni autore dovrebbe conoscerle. Scopriamole insieme!
La definizione di fabula e intreccio
Vediamo di capire bene il significato di fabula e intreccio fornendone una definizione più dettagliata.
- Cos’è la fabula? La fabula è un elenco di fatti narrati in ordine temporale e logico. Questi sono legati da una relazione di causa-effetto.
Esempio di fabula: Federico vuole riposare, ma ha molto caldo. Va al supermercato e compra un ventilatore. Rischia quasi di non trovarne, perché i clienti li hanno terminati. Fortunatamente, ne scopre l’ultimo rimasto e lo compra. Tornato a casa e montato l’apparecchio, può finalmente fare un pisolino.
- Cos’è l’intreccio? L’intreccio è la disposizione in cui vengono raccontati gli avvenimenti. Può seguire o alterare la successione logico cronologica tramite tecniche quali analessi, prolessi, etc. Questi espedienti sono utili per suscitare suspense nel lettore e vengono adoperati spesso nel genere giallo o horror.
Esempio di intreccio: Federico sta dormendo. Può riposare solo perché si è recato al supermercato e ha comprato un ventilatore. Infatti, aveva provato a sonnecchiare ma, a causa del caldo, non ci riusciva. Adesso può farlo tranquillamente, al fresco.
Come puoi notare, la storia narrata è la stessa dell’esempio della fabula. Qui, però, i fatti sono alterati nell’ordine cronologico.
Le tecniche dell’intreccio
Sono molteplici le tecniche che introducono una differenza fra fabula e intreccio in narrativa. Queste manipolano attivamente il tempo della narrazione. Tra le più utilizzate ci sono:
- Analessi o flashback (o retrospezione): si interrompe il flusso cronologico della storia per raccontare eventi avvenuti prima. La funzione principale dell’analessi è rendere l’accaduto comprensibile, andando a colmare i vuoti che l’autore lascia spontaneamente all’interno del testo. L’analessi può essere esterna, interna o mista, in base a quando avviene l’evento riportato in flashback:
- analessi interna: il fatto rientra fra i limiti di inizio e fine del racconto principale;
- analessi esterna: l’episodio comincia e termina prima del racconto principale;
- analessi mista: è un’unione fra analessi interna ed esterna. L’evento comincia prima del racconto principale e termina dopo l’inizio di esso;
- Prolessi o anticipazione: è il racconto di qualcosa che avverrà in futuro, che interrompe il normale flusso cronologico degli eventi. Quando si usa la prolessi, spesso l’incipit del romanzo è in medias res e il lettore viene proiettato nel bel mezzo dei fatti.
- Ellissi o omissione: si omette un periodo di tempo della narrazione, saltando determinati eventi che vengono riassunti in indicazioni come “Passarono dieci anni…”, “Per mesi, non successe nulla…”, “Si persero di vista a lungo, poi…”. In questo modo si eliminano le parti meno interessanti della storia, rendendola meno piatta. Ancora, si adopera l’ellissi per suscitare un effetto drammatico, come quando si interrompe il capitolo con un cliffhanger narrativo.
- Montaggio non lineare: consiste nel raccontare diversi eventi che accadono contemporaneamente, alternando le narrazioni. Ad esempio, un romanzo in cui si susseguono capitoli con diverse voci narranti.
Quando fabula e intreccio coincidono
Esistono romanzi in cui fabula e intreccio coincidono. Quando accade, la comprensione della storia è più immediata e semplice. Le scene si susseguono con coerenza, senza salti temporali o anticipazioni. La storia viene dunque raccontata esattamente come si svolge nel tempo e l’intreccio segue l’ordine cronologico e logico delle vicissitudini narrate. Ciò si trova di frequente nei libri per bambini o in fiabe e favole.
Esempi in cui fabula e intreccio coincidono
In questi casi, la narrazione è lineare e non ci sono salti temporali significativi che rompono l’ordine cronologico e logico. Si trova spesso nelle fiabe tradizionali e nei romanzi di formazione.
- Fiabe tradizionali
- Biancaneve o Cenerentola sono esempi perfetti di storie in cui fabula e intreccio coincidono. Il racconto comincia con l’evento iniziale (la nascita di Cenerentola o la morte della madre di Biancaneve) e prosegue in un ordine semplice e diretto fino al lieto fine. Non ci sono flashback o anticipazioni.
- Romanzi di formazione
- Ne Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain, ad esempio, l’autore segue le avventure di Tom in ordine cronologico, dalle sue marachelle iniziali fino alla maturazione. Ogni evento segue il precedente senza salti temporali.
- Un altro esempio di romanzo in cui fabula e intreccio coincidono è Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien. Questa narrazione fantasy procede in modo lineare, seguendo il viaggio di Bilbo Baggins dall’inizio alla fine.
Quando fabula e intreccio non coincidono
Intreccio e fabula non coincidono quando l’autore manipola l’ordine degli eventi, usando flashback, flashforward o altre tecniche per narrare la storia in modo non lineare. Questi espedienti creano effetti di attesa e curiosità che portano il lettore a rimanere incollato alle pagine. La differenza fra fabula e intreccio viene indicata con il termine “scarto” e genera una discontinuità narrativa che si realizza con le tecniche sopra menzionate.
Attenzione: intreccio e fabula non coincidono anche quando a non essere rispettato è l’ordine logico. Lo scrittore e saggista E.M. Forster, per esplicare il concetto, porta il seguente esempio:
«Il re morì, poi morì la regina» questa è una storia, ovvero, corrisponde alla fabula.
«Il re morì, poi di dolore morì la regina» questo è un intreccio, in quanto viene messo in evidenza la causa che connette la prima azione con la seconda.
Qui, l’intreccio e la fabula non coincidono per un motivo logico, mentre la sequenzialità temporale rimane intatta.
Esempi in cui fabula e intreccio NON coincidono
In questi casi, la narrazione è complessa e non lineare e l’autore utilizza lo “scarto” tra fabula e intreccio per creare suspense e mistero o per dare profondità psicologica ai personaggi. Accade nei romanzi con analessi, prolessi o narrazione non lineare.
- Romanzi con analessi (flashback)
- Ne L’Odissea di Omero, un grande classico, la storia inizia in medias res con Odisseo che naufraga sull’isola di Calipso. I lettori scoprono le sue avventure precedenti solo quando le racconta ai Feaci. La fabula si estende per anni, ma l’intreccio inizia in un punto intermedio per poi recuperare il passato tramite la voce del protagonista.
- I promessi sposi di Alessandro Manzoni sono un esempio di opera in cui fabula e intreccio non coincidono. Infatti la storia principale inizia con la minaccia di Don Rodrigo e la fuga dei due protagonisti. L’episodio di suor Gertrude (la Monaca di Monza) è un’analessi, una lunga digressione che ne racconta il passato per spiegare la psicologia e il comportamento ambiguo della donna.
- Romanzi con prolessi (flashforward)
- In Cronaca di una morte annunciata di Gabriel García Márquez, romanzo appartenente al realismo magico, la storia si apre con una prolessi che rivela la morte del protagonista, Santiago Nasar, e il fatto che sia stata annunciata pubblicamente. Tutto il resto del libro è una ricostruzione che porta a quell’evento. L’intreccio inizia dalla fine e retrocede per spiegare come siano andati i fatti.
- Fight Club di Chuck Palahniuk comincia con un flashforward che mostra il protagonista in una situazione pericolosa e poi torna indietro nel tempo per raccontare gli eventi che lo hanno portato a quel punto.
- Romanzi con narrazione non lineare
- Guerra e pace di Lev Tolstoj è un romanzo storico che fornisce un’ottima dimostrazione di intreccio che non coincide con la fabula. La storia percorre un periodo di tempo molto lungo e segue diversi personaggi in luoghi e contesti differenti, alternando le vicende personali dei protagonisti con eventi storici e battaglie. Tolstoj non segue un unico ordine cronologico ma salta tra personaggi, luoghi e tempi per costruire un racconto imponente.
Come riconoscere l’intreccio?
Per riconoscere l’intreccio, basta confrontare l’ordine in cui gli eventi sono presentati nel testo con quello in cui sarebbero accaduti nella realtà della storia. Poniti le seguenti domande:
- Il racconto inizia dal principio? Se l’incipit non comincia con il primo evento in ordine cronologico (un’infanzia, l’inizio di una guerra) ma da un punto intermedio o finale, fabula e intreccio potrebbero non coincidere.
- Ci sono salti temporali? Cerca nel romanzo parole chiave come “anni prima,” “il giorno seguente,” “nel frattempo” o frasi che indicano salti nel tempo (analessi, prolessi, ellissi, inizio in medias res, etc).
- La narrazione segue un unico filo? Se la storia segue più linee narrative in parallelo (ad esempio, le vicende di due personaggi differenti in due luoghi diversi che si alternano), lo scrittore ha costruito un intreccio complesso che si discosta dalla fabula.
- Gli eventi sono narrati in modo lineare? Se la storia procede in modo diretto, dal primo evento all’ultimo, allora l’intreccio coincide con la fabula. Se, invece, ci sono interruzioni, digressioni o sequenze non logiche, c’è differenza fra fabula e intreccio.
Un consiglio
Se decidi di scrivere un romanzo con un intreccio particolarmente contorto, ti consiglio di tenere un file a parte o un quaderno dove annotare gli elementi principali della storia seguendo l’ordine temporale e logico. Semplici bullet points o una timeline andranno benissimo. In questo modo, non cadrai in incongruenze temporali e la fase di editing e revisione sarà più svelta.

Le fasi narrative
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Vladimir Propp, durante i suoi studi sulle fiabe, ha elaborato una teoria che permette di riconoscere facilmente fabula e intreccio in una storia e se queste coincidono. Mettendo a paragone più favole, oltre a individuare certi ruoli e funzioni universali, lo studioso si accorse che nella maggior parte di esse si ripeteva uno schema ben preciso, che prevedeva i seguenti punti.
- Situazione iniziale: in principio vengono presentati i personaggi in uno stato di quiete.
- Esordio: accade un evento che fa da innesco e dà il via agli avvenimenti.
- Peripezie: una serie di accadimenti con le loro ripercussioni. Questa sezione occupa una buona parte del testo e vede evolvere lo stato delle cose nel corso della narrazione.
- Spannung: picco di tensione all’interno della storia, che spinge il lettore a domandarsi come si concludono gli eventi. Una sorta di climax.
- Scioglimento o conclusione: dopo le varie peripezie affrontate, è riconquistata la situazione di equilibrio. Non è detto che il finale sia sempre positivo.
Tentiamo ora di applicare la scaletta narrativa alla situazione narrata nell’esempio iniziale per comprendere le differenze fra fabula e intreccio.
- Situazione iniziale: Federico si appresta a fare un bel pisolino.
- Esordio: il caldo opprime il protagonista, impedendogli di riposare.
- Peripezie: Federico decide di acquistare un ventilatore, si prepara ed esce di casa, diretto al centro commerciale.
- Spannung: i ventilatori sembrano terminati ed il nostro eroe rischia di tornare a casa con la coda fra le gambe.
- Scioglimento o conclusione: Federico trova un ventilatore. Una volta a casa, può riposare al fresco tanto ambito.
Così riportata, la storia segue un preciso ordine e l’intreccio e la fabula coincidono. Se io invece cominciassi la storia narrando di Federico che ronfa alla grande, ripercorrendo in seguito gli eventi che l’hanno condotto a dolci sogni, fabula e intreccio non coincidono.
Nonostante la maggior parte delle volte sia identificabile senza troppo sforzo la differenza fra fabula e intreccio, ho spesso fronteggiato romanzi ambigui da questo punto di vista, nei quali la questione non era immediatamente percepibile.
E a te, è mai capitato?

