“Occorre lottare contro la lingua affinché non imponga le sue formule, i suoi cliché, le frasi fatte, tutto ciò che caratterizza così bene un cattivo scrittore.”

Cortàzar

I corsi di scrittura creativa, così come l’università, i libri, un’esperienza all’estero, sono solo strumenti nelle mani di una persona. La crescita personale, il raggiungimento del successo o meno, dipenderanno da come quella persona userà gli strumenti a sua disposizione. Ho conosciuto nella mia vita persone che hanno viaggiato molto, ma che non hanno mai abbandonato la loro ristretta mentalità di provincia; ho incontrato professionisti con master e dottorati che non vedevano aldilà del proprio naso; e ho incrociato persone semplici con una forza di volontà pazzesca e un’intelligenza emotiva profonda.

Entrando un po’ più nello specifico, e tentando di rispondere alla domanda:

i corsi di scrittura creativa sono utili?

quello che mi sento di dire è: dipende.

La comunicazione nasce da un’esigenza tra persone appartenenti ad uno stesso territorio e che condividono una stessa cultura. Il linguaggio è una convenzione stabilita in un ambiente in una data epoca. Se vuoi comunicare una rottura, se sei un precursore, un anticonformista, un ribelle, un avanguardista e senti il dovere di sperimentare e rompere con le regole, per poter trasmettere il tuo messaggio, devi prima conoscerle queste regole, altrimenti crei solo caos. Altrimenti non sei il Picasso della situazione, ma un bambino che pasticcia con i colori su di un foglio.

Frequentare un corso di scrittura creativa non serve né a formare talenti, né a plasmare dei geni. A quello o ci ha pensato madre natura o mi dispiace… Ma seguire una scuola di scrittura creativa (così come qualsiasi altro istituto, bottega, laboratorio) serve per venire a conoscenza e far parte di questo territorio comune, a familiarizzare con le regole e le convenzioni.

La naturalezza, la spontaneità, la semplicità sono punti di arrivo. Esattamente come una ballerina vi può sembrare leggera e spontanea nei suoi movimenti, ma in realtà è stata sottoposta fin da bambina a forzature e movimenti innaturali, uno scrittore, per raggiungere la sua propria espressività, deve passare attraverso anni di studio e sperimentazioni.

E a chi dice che basta leggere per diventare scrittori, rispondo: basta forse guardare tanti film per diventare registi o sceneggiatori?

Proprio non si capisce perché il talento e la creatività, soprattutto in Italia e riguardo alla tematica della scrittura, debbano essere innati, e non si possano allenare, nutrire ed apprendere, così come ci si allena a diventare giocatori di pallacanestro o si studia per diventare sceneggiatori, scenografi, registi.

Leggere è una cosa, studiare un’altra; praticare e confrontarsi un’altra ancora.

E a scuola, purtroppo, no: non si insegna a scrivere in modo creativo. Si insegnano la grammatica, la sintassi, la storia della letteratura; ma non si insegna a scrivere un racconto, né si smontano i testi per vedere come sono stati costruiti.

Inoltre, un corso di scrittura creativa insegna a smollare un po’ di quell’egocentrismo che ci gonfia il petto come una schiuma, Condividi il Tweet e che ci fa illudere che siamo NOI il centro dell’interesse da parte del lettore.

No! Al lettore importa solo della storia, non della nostra autobiografia.

Gli scrittori dovrebbero agire solo come dei medium, come ponte di collegamento trai i personaggi che popolano la storia e il lettore. Proprio ieri leggevo “Lezioni di letteratura” di Cortazàr, e sono stato felice di aver trovato un riscontro da parte di un Maestro, che ha usato proprio questa espressione: medium.

Il fatto che uno scrittore importante come Cortazàr, ma anche come Gardner,  Nabokov e Calvino abbiano tenuto delle lezioni di letteratura e scrittura creativa all’università, la dice lunga sul bisogno che si ha di studiare la materia, le tecniche narrative, il linguaggio, lo stile. Scrittori non ci si improvvisa, si deve  percorrere un lungo percorso. A meno che non siate dei geni, e allora, questo articolo non vi riguarda.

Questo percorso ognuno se lo deve costruire da sé. Potrebbe essere tramite la lettura di manuali di scrittura creativa, linguistica, semiotica, retorica, leggendo e rileggendo e sottolineando e riscrivendo pezzi di romanzi che lo hanno colpito.

Ma se non si ha questo tempo, frequentare un corso di scrittura creativa, così come la frequentazione di un qualsiasi percorso guidato, potrebbe rappresentare una scorciatoia, se si vuole scrivere un romanzo condivisibile con lettori che non siano la zia e la cugina.

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