COSA TROVERI IN QUESTO ARTICOLO
I libri, proprio come le persone, sono belli perché vari. Esistono romanzi divisi per capitoli, altri che ne sono privi, alcuni ancora con capitoli che sono storie autoconclusive o articolati in tre atti. Ma come dividere una storia in capitoli? E perché scegliere di farlo? Oggi lo scopriamo insieme.
Perché dividere un romanzo in capitoli
Come ho già accennato, si trovano anche romanzi che non presentano la suddivisione in capitoli. Infatti, organizzare una storia in capitoli non è una regola da seguire per forza. Il loro utilizzo dipende dalla preferenza dell’autore e dall’idea che ha per la sua opera. Ci sono autori come Saramago che hanno optato per romanzi che non avessero la suddivisione in capitoli. Possiamo chiamarli romanzi letterari, e la scelta dipende anche dal tipo di rapporto che lo scrittore desidera che il lettore intrattenga con la pagina. Ognuno ha i propri gusti, ma è innegabile che i libri strutturati in capitoli abbiano alcuni vantaggi sia per i lettori che per gli scrittori. Il capitolo, infatti, permette di:
- dare una collocazione agli eventi della storia;
- evitare il wall text (un muro di testo che può essere respingente);
- creare un ordine che permette all’autore di non perdersi in fase di scrittura;
- non affaticare chi legge;
- rendere la revisione più semplice;
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Come dividere una storia in capitoli
Se stai scrivendo un libro e pensi che sia opportuno suddividerlo in capitoli, ecco qualche consiglio per articolare la tua storia al meglio.
- analizza la trama: devi conoscere i punti cruciali e la successione degli eventi nel tuo romanzo. È utile creare una sorta di linea del tempo o schema che contenga tutti gli accadimenti principali. Una volta che ce l’hai, pensa a come distribuirli nei vari capitoli. Chiaramente, in un unico capitolo non possono essere contenute troppe cose! E qui arriviamo al consiglio numero due.
- valuta la lunghezza: in base al genere che scrivi, già puoi orientarti su quanto debba essere lungo un capitolo. Anche qui non ci sono dogmi ferrei, la scelta spetta comunque a te. Di norma, però, thriller e gialli hanno capitoli più brevi, che creano un ritmo rapido e concitato. I fantasy, invece, hanno bisogno di capitoli più lunghi per dipingere il contesto nel quale si svolgono le vicende. I diari, invece, sono i più facili: i capitoli di solito vanno a giornate! A prescindere da questo, considera che il capitolo deve essere abbastanza esteso da avere un senso ai fini del proseguimento della storia, e abbastanza corto da non far annoiare il lettore.
- mantieni una coerenza di fondo. Evita dunque di mettere nello stesso libro capitoli chilometrici e altri lunghi mezza pagina. Va bene che ci sono avvenimenti che richiedono più attenzione di altri, ma non arrivare agli estremi opposti!
- utilizza l’astuzia per creare capitoli stile ciliegia: uno tira l’altro.
Fondamentale è che il lettore, al termine di un capitolo, abbia voglia di continuare la lettura. Insomma, lascialo con la curiosità di proseguire nella lettura. Per ottenere questo, puoi utilizzare un cliffhanger.
Come passare da un capitolo all’altro
Ti sei mai chiesto come si passa da un capitolo all’altro? Esistono procedimenti che sono ottimi mezzi di transizione.
- cambio di scena;
- cambio di punto di vista;
- conclusione di dialoghi;
- entrata/uscita di scena di un personaggio;
- salto temporale;
- cambio spaziale;
Come scrivere l’apertura di un capitolo
È importante colpire il lettore fin dalle prime parole del capitolo. La sua apertura funge da incipit: deve attrarlo nella narrazione e incuriosirlo. Spesso, a inizio capitolo vengono specificati luogo e tempo in cui si ambientano le vicende, soprattutto se variano in base al capitolo precedente.
È il caso poi che il pubblico capisca chi parla, e quindi il punto di vista di chi racconta. Questo perché, in relazione a ciò, si modifica la realtà che gli si prospetta. Ci sono autori che, in base al personaggio narrante, alterano la scrittura per richiamarne il linguaggio o lo status sociale. Ancora più importante dell’inizio capitolo, però, è la sua conclusione.
Come scrivere la chiusura di un capitolo
Una buona chiusura, come già evidenziato, porta il pubblico a voler procedere con la lettura. È importante quindi che sia efficace e stimoli la curiosità. Come puoi, tu autore, stuzzicare l’interesse di chi legge? Utilizzando tecniche come la rottura della narrazione nel climax, proprio sul più bello. Oppure, scrivendo di un evento inaspettato o una rivelazione sconcertante a poche righe dalla conclusione del capitolo. Insomma, crea sempre un po’ di suspense.
Quel che conta è il risultato, ossia che il lettore non riesca a staccarsi dalle pagine.
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