Disciplina VS ispirazione

Per scrivere un romanzo, prima di tutto, devi scrivere un romanzo.

Ti verrà da ridere, ma la prima grande sfida è proprio quella di arrivare alla fine della prima stesura, al punto finale, passando da scritti sparsi e belle descrizioni a un testo narrativo con una trama, un intreccio, una struttura solida e personaggi ben caratterizzati. Devi riuscire, insomma, a raccontare una storia interessante e avvincente.

I corsi di scrittura creativa non servono a nulla se non si affronta la questione con disciplina quotidiana. L’ho provato io stesso sulla mia pelle (decisi di prendermi un anno sabbatico per terminare il mio romanzo L’una di Ferragosto, e no, non sono ricco).

“L’ispirazione esiste, ma ti deve trovare già all’opera”. Picasso.

Molti aspiranti scrittori pretendono di scrivere solo quando folgorati dalla divina ispirazione. Equivarrebbe questo a pretendere di ottenere eccellenti risultati sportivi standosene seduti sul divano a guardare la tv e aspettare che venga voglia di andare a correre.

homer simpson sul sofa

Bisogna attivare questa energia.

Potrebbe capitarti di iniziare una storia e finire per scrivere tutt’altro. Fleming scoprì la penicillina per caso, sì, ma pur sempre stava lavorando in laboratorio a una coltura di stafilococchi.

La mancanza di tempo è una delle cause (scuse?) principali per la quale gli scrittori emergenti non riescono a concludere il loro romanzo. Penso che il diventare adulti implichi proprio l’assumersi le responsabilità di quali sacrifici e rinunce siamo disposti a compiere.

Per scrivere devi sacrificare la palestra, gli amici, la fidanzata, la birra al pub, la serata al ristorante, le vacanze al mare. 

Se non ti piace questa affermazione un po’ estrema c’è comunque una buona notizia: nessuno ti obbliga a scrivere narrativa.

Così come qualsiasi altra attività o business, anche la scrittura di un romanzo appare all’inizio una montagna insormontabile. Ma se segmenti il tuo percorso in brevi tappe, e ti concentri solo su quella che stai percorrendo, vedrai che arriverai in cima quasi senza accorgertene. Allo stesso modo, non pensare alla fatica di scrivere 300 pagine di un romanzo: focalizzati solo sullo scrivere 1000 parole al giorno, oppure, per 25 minuti di fila.

Puoi usare delle app dedicate per adottare la cosiddetta Tecnica del pomodoro.

tecnica-del-pomodoro

Se non riesci a trovare 25 minuti in 24 ore allora dovresti riconsiderare l’idea di abbracciare un altro interesse.

Cerca, quindi, di trovare la concentrazione quotidiana per quel lasso di tempo da dedicare esclusivamente alla scrittura. Puoi aiutarti con la mindfullness, la meditazione o lo yoga. Scrivi senza distrazioni, seguendo il flusso creativo, focalizzato sulla tua storia e sui tuoi personaggi. Quando arrivi a un punto morto, a mille parole o 25 minuti stacca. Il tuo cervello lavorerà comunque in background alla ricerca di un possibile sviluppo e di soluzioni creative alle sfide presentate dal tuo testo.

Abbiamo anche una conferma dalle neuroscienze e dalla psicologia su come superare il blocco dello scrittore.

Premettendo, quindi, che questa fatica quotidiana è necessaria, ci sono delle tecniche narrative, degli accorgimenti a cui si può prestare attenzione in fase di scrittura o revisione del testo  per scrivere un buon romanzo.

Questi sono i miei consigli per te, caro scrittore emergente:

Leggi come non ci fosse un domani

Stephen King legge almeno 60 libri all’anno. Io cerco di dedicare l’80% del tempo alla lettura e il 20% alla scrittura. Il tuo corpo si è formato grazie a tutto quello che hai mangiato. Carne, frutta, verdura, dolci, acqua si sono trasformati in carne e sangue. Allo stesso modo, la creatività, lo stile, l’affinamento delle tecniche di scrittura si possono formare solo attraverso la lettura di buoni romanzi. Cerca anche di “rubare” le tecniche, lo stile, la struttura di testi che ti hanno particolarmente colpito, soprattutto all’inizio. Cerca di capire il perché un testo ti è piaciuto. Troverai man mano il tuo stile personale. Ti consiglio di leggere sia classici sia romanzi contemporanei, generi e stili diversi. In questo modo amplierai le tua capacità espressive, il tuo registro linguistico, e non scriverai in modo stantio.

Non ci sono sconti o alternative. Se non sei un appassionato lettore, non potrai mai diventare un appassionante scrittore.

Scrivi un romanzo come faresti una torta

torta

Potremmo paragonare la scrittura di un romanzo alla preparazione di una torta. La trama potrebbe essere il pan di spagna, la farcitura i personaggi.

La perfezione nell’arte pasticcera si raggiunge attraverso l’equilibrio dei gusti. Cosi come una crema chantilly buonissima in eccesso renderebbe il gusto stucchevole, quando descrivi ambienti e personaggi devi prestare attenzione a non lasciarti prendere la mano e non dimenticare che il lettore vuole sapere cosa succede, vuole andare avanti nella lettura della storia. Ricordati che in narrativa, al contrario della vita reale, nulla accade per caso, e che la trama dovrebbe dipanarsi secondo una concatenazione di avvenimenti che rispondono al meccanismo di causa-effetto.

“Se nel primo capitolo dici che c’è un fucile appeso al muro, nel secondo o terzo capitolo devi assolutamente farlo sparare. Se il fucile non viene usato, non dovrebbe neanche starsene lì appeso.” Ceckov

Fai attenzione a che le descrizioni non interrompano il flusso narrativo, cioè siano come delle grosse parentesi che il lettore sorvola con gli occhi nell’attesa che la storia vada avanti. Le descrizioni di ambienti e personaggi sono fondamentali, ma come una torta, devono essere dosate in modo esemplare; i gusti si devono fondere, non si devono più riconoscere l’uovo o la farina.

Usa le figure retoriche 

Ma non nel modo noioso imparato sui banchi di scuola.

Devi divertirti, devi prendere spunto dalla tua quotidianità. Impara il meccanismo che sta dietro una metafora o una metonimia, e poi crea la tua immagine personale (che poi è quella che ti distingue da un altro scrittore).

Se hai bisogno di un ripasso, qui puoi leggere la guida alle figure retoriche in narrativa.

Prendi spunto dalla vita e poi allontanatene

Da dove vengono le idee in narrativa?

Lo spunto per scrivere un racconto o un romanzo può venire letteralmente dappertutto. Da un fatto di cronaca, un incontro fugace, una notizia su internet, un viaggio in treno.

È importante, però, che poi ti allontani dalla vita reale e dalla biografia.

“Lavora sul testo e non tornare più indietro. Chiedi conferma al testo e non alla vita.” Pontiggia.

Devi costruire un mondo parallelo in cui il lettore potrà immergersi – insomma: non vogliamo sapere i fatti tuoi, vogliamo solo leggere una storia interessante o commovente o intrigante.

Ricordati che per avere sviluppare una trama devi avere:

  • un conflitto
  • un personaggio che parte
  • una ricerca

Ti consiglio di seguire la semplice e millenaria struttura di Aristotele

  • INIZIO (personaggi, loro relazioni e loro desideri)
  • MEZZO (climax)
  • FINE (risoluzione)

Distingui i momenti di scrittura e riscrittura

EDITOR

Inizia a scrivere di getto, senza soffermarti a riguardare, correggere, cancellare, solo seguendo il flusso creativo, altrimenti rischi di bloccarlo. Non giudicare, non avere timori. Prenditi successivamente un pausa, indossa il cappello da editor, e passa quindi alla revisione e alla riscrittura. Qui devi essere spietato e razionale. Non avere timore di cancellare e riscrivere interi paragrafi o capitoli (Stevenson riscrisse da zero “Lo strano caso dopo aver gettato il primo manoscritto nel fuoco).

Fai una scaletta della trama

Anche a posteriori, se sei già partito errando nei prati sconfinati della fantasia. Proprio perché quando scrivi sei alla ricerca di te stesso, della storia, dei personaggi, di belle descrizioni, è normale contraddirsi, saltare passaggi logici, essere incoerenti (Gino in un capitolo è moro e in un altro è biondo). Un semplice elenco puntato-numerato dei principali avvenimenti secondo la linea temporale può aiutarti a capire se il tuo testo è organico e coerente.

timeline

Revisiona il tuo romanzo diverse volte

“Quando scrivi qualunque stupidaggine, la stai raccontando a te stesso. Al momento della revisione, la tua missione è sbarazzarti del superfluo”. Stephen King

La revisione del testo è un processo fondamentale per migliorare il tuo romanzo, rendendolo più organico e centrato.

Ti assicuro che, anche solo eliminando aggettivi, parole ed espressioni superflue, il tuo testo risulterà più efficace.

Individua il tema del tuo romanzo e procedi alla revisione avendolo bene in mente.

Qui puoi leggere la guida su come revisionare un romanzo.

Crea personaggi efficaci e originali

Di seguito alcuni consigli su come caratterizzare in modo efficace un personaggio

consigli per sviluppare un personaggio letterario

Trasforma le persone in personaggi

Si parte dall’osservazione della realtà, ma poi è importante allontanarsene, costruendo personaggi che siano funzionali al testo e alla storia.

Rendili coerenti

Certo il personaggio può cambiare idea o umore, ma deve avere una sua coerenza interna. Se cambia, dobbiamo accompagnare il lettore attraverso un percorso, una crescita interiore e non fargli compiere un’azione solo perché lo richiede la trama.

Caratterizza il registro linguistico

Un elemento che caratterizza un personaggio è il modo in cui parla. Considera anche slang, espressioni regionali, modi di dire, tic, manie. Insomma, se un dialogo è ben caratterizzato dovremmo riconoscere subito chi sta parlando (anche senza le frasi di attribuzione).

Caratterizza il registro comportamentale

A volte siamo tentati di caratterizzare il nostro personaggio solo attraverso le parole. Ma nella vita non funziona così. Un silenzio può essere più significativo di mille parole. O ancora, come si comporta il tuo personaggio quando risponde a una domanda? Guarda la persona negli occhi, si controlla nervosamente le punte dei capelli o fissa il pavimento?

Mostra il personaggio all’azione

In linea di massima un personaggio risulta più efficace se il narratore si astiene dai commenti e ci mostra le azioni che compie. In questo modo lasciamo il lettore libero di conoscere il personaggio, cosi come farebbe con una persona reale  (se Maria è disonesta, non dirlo: falle compiere un’azione, tipo, non restituire un resto sbagliato al supermercato o intascare un iPhone trovato in palestra).

Rispondi alle domande

Ricordati che quello che mostri di un personaggio è solo la punta dell’Iceberg. Non devi infarcire il testo di tutte le informazioni che sai sui tuoi personaggi, ma tu sicuramente devi conoscerne vita, morte e miracoli.

Alcune domande che possono tornarti utili:

  • Aspetto fisico (attento agli stereotipi)
  • Background/contesto culturale e familiare 
  • Come si chiama?
  • Cosa ha nel frigo?
  • Come si comporta?
  • Che relazioni ha con gli altri personaggi?

Crea personaggi a tutto tondo

Crea personaggi che abbiamo una profondità, uno spessore, che abbiano conflitti, che non siano totalmente buoni o totalmente cattivi. Risulta più interessante far compiere un’azione non ortodossa a una brava ragazza che non all’eroe negativo. Non usare i personaggi come burattini solo per far avanzare la trama.

Crea un conflitto

Un personaggio interessante vive sempre un conflitto (interiore o esteriore).

Stabilisci un obiettivo

Forse la cosa più importante di tutte. Un personaggio, senza un obiettivo, un sogno, uno scopo straordinari che lo spingono a lasciare il divano e compiere qualsiasi peripezia (il famoso viaggio dell’eroe) è poca cosa, non risulta interessante. Il desiderio può essere grandioso o anche piccolo e circostanziato.

Una volta conosciuto meglio il tuo personaggio, lasciati sorprendere dalle sue azioni e reazioni. Non ci sono scalette che tengano, se un personaggio non vuole dire quella frase o compiere quell’azione, non lo farà mai. Non forzare la mano, lasciati guidare dalla narrazione.

Scegli con cura il punto di vista del narratore

La scelta della prospettiva dal quale narrare la storia è fondamentale. Se, rileggendo quello che hai scritto,

il testo non ti convince, prova a cambiare il punto di vista.

Vorrei lasciarti con una breve carrellata degli errori più comuni che, in base alla mia esperienza, commettono gli scrittori esordienti

errori da evitare

Errori da evitare quando si scrive un romanzo

  • Considerare la prima bozza un lavoro finito
  • Sottovalutare refusi ed errori grammaticali
  • Condividere “pensieri” e non un testo narrativo: sottovalutare la componente fiction dimenticandosi del lettore
  • Non confrontarsi con estranei
  • Non ridimensionare il proprio ego: è il testo che deve comunicare
  • Mancare di costanza
  • Descrivere solo con la vista
  • Far portare avanti la trama attraverso i dialoghi, rendendoli stucchevoli e poco credibili

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