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Hai scritto il tuo romanzo. Hai riletto, corretto, riletto ancora. Hai chiesto a qualcuno di fiducia di leggerlo. E adesso sei davanti allo schermo con il file aperto, il sito dell’editore aperto, e una domanda che sembra semplice ma non lo è: come si manda un manoscritto a un editore?
La risposta breve è: dipende. Dipende dall’editore, dal genere, dalla fase in cui si trova il tuo lavoro. Ma esiste una serie di errori che quasi tutti gli scrittori esordienti commettono, e una serie di accorgimenti che invece aumentano concretamente le possibilità di essere letti davvero, non solo archiviati.
In questa guida trovi tutto quello che devi sapere prima di premere “invia”.
Prima di tutto: il manoscritto è davvero pronto?
Questa è la domanda che ogni editor si pone leggendo la tua lettera di presentazione, e che tu devi porti prima ancora di cercare il contatto giusto.
Un manoscritto pronto per essere sottoposto a un editore non è solo “finito”. È un testo che ha attraversato almeno tre fasi distinte:
La revisione strutturale. La storia funziona? I personaggi sono credibili? Il ritmo regge dall’inizio alla fine? Il finale è all’altezza della premessa?
La revisione stilistica. Ogni scena guadagna qualcosa rispetto alla precedente? Le frasi suonano bene ad alta voce? Ci sono ridondanze, cliché, passaggi spiegati due volte?
La correzione di bozze. Grammatica, punteggiatura, coerenza dei nomi propri, degli anni, delle descrizioni fisiche dei personaggi.
Se non hai fatto almeno queste tre letture distinte, l’editore lo capirà al primo capitolo. E non andrà avanti.
Approfondisci: Come si fa la revisione di un romanzo prima di mandarlo a un editore
I due canali principali: agente letterario o editore diretto
Prima di parlare di formati e lettere di presentazione, è utile chiarire una distinzione fondamentale che molti scrittori ignorano.
L’agente letterario
In Italia il sistema delle agenzie è meno strutturato che nel mondo anglosassone, ma esiste e funziona. Alcune delle case editrici più grandi (Mondadori, Einaudi, Feltrinelli) ricevono spontaneamente pochissimi manoscritti non agenziali. Molti dei loro titoli arrivano attraverso agenti letterari che conoscono già gli editor, sanno cosa stanno cercando in quel periodo, e presentano il lavoro nel modo più efficace.
Se vuoi pubblicare un libro con i grandi gruppi editoriali, considera seriamente di cercare prima un agente.
L’editore diretto
Per le case editrici medio-piccole (e sono molte, in Italia, alcune eccellenti) il contatto diretto è la norma. Qui entra in gioco tutto quello che trovi di seguito.
Come trovare l’editore giusto per il tuo libro
Mandare il manoscritto a caso a cinquanta editori è una perdita di tempo per tutti. La ricerca dell’editore giusto è un lavoro editoriale a sé, e va fatto con metodo.
Guarda il catalogo, non solo il nome
Il tuo romanzo è un giallo? Cerca editori che abbiano in catalogo almeno tre o quattro titoli dello stesso genere, preferibilmente di autori italiani esordienti o comunque non celebri. Se un editore pubblica gialli solo quando si chiama Camilleri, probabilmente non è il posto giusto per esordire.
Siti come costruttoridimondi e
Costruttoridimondi è uno dei riferimenti più aggiornati per capire chi pubblica cosa, con quali condizioni e in che stato si trovano le valutazioni. Trovi le esperienze reali degli autori.
Fiere ed eventi di settore
Il Salone del Libro di Torino, Più Libri Più Liberi a Roma, la Fiera della Piccola e Media Editoria: sono occasioni concrete per incontrare editor di libri, capire le tendenze, e a volte presentare un progetto di persona (con le dovute precauzioni: non si avvicina un editor nel corridoio agitando una chiavetta USB).
La lettera di presentazione (o lettera di accompagnamento)
È il documento più importante che invierai insieme al manoscritto, e la maggior parte degli scrittori lo scrive male.
La lettera di presentazione serve a rispondere a tre domande nell’ordine giusto:
- Cos’è questo libro (in due-tre righe, non in venti)?
- Perché questo editore, e non un altro?
- Chi sei tu?
Come si scrive la sinossi in poche righe
La sinossi breve è una delle cose più difficili da scrivere dopo aver trascorso due anni su un romanzo. Tendi a voler spiegare tutto, a includere tutte le sfumature, a difenderti in anticipo dai possibili fraintendimenti.
Non farlo.
Approfondisci: Come scrivere la sinossi di un romanzo
Perché questo editore
Questa parte viene quasi sempre ignorata, ed è invece quella che può fare la differenza. Dimostrare di aver letto il catalogo dell’editore, di conoscere due o tre titoli che hanno pubblicato e di saper spiegare perché il tuo romanzo si inserisce in quella direzione editoriale, è un segnale di professionalità.
Non adulare. Non scrivere “la vostra casa editrice è la migliore in Italia”. Scrivi: “Ho letto con grande interesse [titolo] e [autore]: trovo che il vostro catalogo abbia un’attenzione particolare alla narrativa del reale, che è anche la direzione del mio lavoro.”
La nota biografica
Se hai già pubblicato (anche su riviste, anche autopubblicato con buoni risultati), scrivilo. Se non hai pubblicato nulla, non inventarti un curriculum. Una nota biografica onesta e concisa vale molto di più di una gonfiata: “Lavoro come [professione], e scrivo da quindici anni. Questo è il mio primo romanzo.”
Il formato del manoscritto: le regole tecniche
Quasi ogni editore specifica sul proprio sito le modalità di invio. Leggi sempre le linee guida prima di inviare qualsiasi cosa. Se un editore dice “non accettiamo manoscritti non richiesti”, non inviare. Se dice “accettiamo solo i primi tre capitoli”, non inviare il file completo.
Impaginazione standard
- Font: Times New Roman o Garamond, 12pt
- Interlinea: 1,5 o doppia
- Margini: 2,5 cm su tutti i lati
- Rientro di capoverso: 1 cm (o 1,25 cm), senza riga vuota tra i paragrafi
- Intestazione: titolo del romanzo e nome dell’autore su ogni pagina
- Numerazione: in basso a destra o al centro
- Pagina iniziale: titolo, nome, contatto email, numero di parole
Il numero di parole va scritto correttamente. Non “circa 80.000 parole”: “78.400 parole”. Dimostra che conosci il tuo manoscritto.
Quanto deve essere lungo il romanzo?
Qualche riferimento, da prendere con le pinze
- Narrativa letteraria: 60.000-100.000 parole
- Thriller/noir: 70.000-90.000 parole
- Fantasy/fantascienza: 80.000-120.000 parole (di più per fantasy epico)
- Romanzo breve o novella: 30.000-50.000 parole
Come si manda il manoscritto: email, posta, portale?
Via email
È il metodo più comune oggi. Oggetto dell’email: chiaro e professionale. “Proposta di pubblicazione: [Titolo], romanzo di [Nome]” funziona. “Ciao, ti mando il mio libro” no.
Il corpo dell’email è la tua lettera di presentazione. In allegato, il manoscritto (nel formato richiesto) e la sinossi.
Via portale di invio
Alcune case editrici usano portali dedicati. Seguire esattamente le istruzioni del portale: compilare tutti i campi, caricare i file nel formato corretto, non inviare più volte la stessa proposta.
Via posta ordinaria
Quasi nessuno lo richiede più, ma qualche piccolo editore o premio letterario ancora sì. In quel caso: stampa fronte-retro, rilegatura semplice (non spiralata), busta sufficientemente grande. Includi sempre una lettera di presentazione cartacea e un’email di contatto.
I tempi di risposta: cosa aspettarsi (davvero)
I tempi di risposta degli editori italiani sono lunghi. Molto lunghi. Tre, sei, dodici mesi non sono eccezioni: sono la norma per le case editrici medio-grandi.
Il silenzio non è un rifiuto. Non sempre. Molti editori non rispondono ai manoscritti che non intendono pubblicare.
Non fare follow-up prima di tre mesi. Un’email di sollecito dopo tre settimane è controproducente.
Puoi inviare in simultanea. Non è obbligatorio inviare a un editore alla volta. In Italia non c’è un’etica rigida come nel mondo anglosassone riguardo all’invio simultaneo.
Gli errori più comuni (e come evitarli)
Mandare prima che il libro sia pronto. È l’errore più diffuso. Un manoscritto immaturo brucia un’opportunità. Quella casa editrice, quell’editor, quel momento non torneranno.
Scrivere lettere di presentazione generiche. “Spero che questo romanzo sia di vostro interesse” non dice nulla. Dimostra che conosci l’editore.
Ignorare le linee guida. Se l’editore dice “invia solo le prime cinquanta pagine”, mandare il manoscritto completo comunica che non sai leggere le istruzioni.
Difendersi in anticipo nella lettera. Non devi giustificarti. Devi presentare.
Non tenere un registro degli invii. Un foglio Excel con data di invio, editore, formato richiesto, esito. Indispensabile.
E dopo il rifiuto?
Il rifiuto fa parte del processo. Non come consolazione: come dato di fatto del settore editoriale.
La domanda dopo un rifiuto non è “perché me l’hanno rifiutato?” ma “questo rifiuto mi dice qualcosa di utile?”. Se è accompagnato da un commento (raro ma prezioso), leggilo con attenzione. Se è un rifiuto standard, passare all’editore successivo è l’unica risposta sensata.
Conclusione
Mandare un manoscritto a un editore non è un gesto spontaneo: è un atto professionale che richiede preparazione, ricerca, e la capacità di presentare il proprio lavoro in modo efficace senza sovrastimarlo né sottostimarlo.
La scrittura è il cuore. Ma il percorso verso la pubblicazione è fatto anche di queste competenze tecniche, e impararle è parte del mestiere.
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